Incendio a Cannicci, Legambiente: “Disastro ambientale per cittadini, animali ed ecosistema”

  Gentili: “Occorre spingere sulla raccolta differenziata per ridurre le discariche, l’inquinamento e chiaramente i possibili danni che ne possono scaturire”. Necessario un fronte comune tra cittadini e Forze dell’ordine per limitare i danni e agevolare i soccorsi

GROSSETO – Torna l’emergenza incendi, che puntuale falcidia la Maremma con l’arrivo della nuova stagione estiva. Stavolta però a essere colpita, a quanto sembra dai primi accertamenti volontariamente, è stata la discarica di Cannicci.

“L’incendio alla discarica di Cannicci – ha spiegato Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambienterappresenta purtroppo un vero e proprio disastro ambientale. La nube tossica provocata dalla combustione dei rifiuti è pericolosa sia per i cittadini sia per l’ecosistema, gli animali e l’ambiente. Attendiamo a tal proposito i risultati delle verifiche in corso per capire meglio anche i rischi ambientali. Serve un fronte comune per agevolare il lavoro delle forze dell’ordine, coinvolgendo i cittadini e chiunque possa dare un contributo per la salvaguardia dell’ambiente e dell’economia della Maremma. Rimane il fatto che, al di là dell’emergenza, occorre sensibilizzare la popolazione attraverso percorsi di educazione ambientale con le scuole, cittadini e turisti, in modo da creare un rapporto continuo con le aree pinetate dando anche alle persone gli strumenti per far fronte a questo tipo di eventi. In primo luogo, chiaramente, la segnalazione che deve essere fatta in maniera tempestiva alle Forze dell’ordine competenti per limitare i danni. Poi tutte quelle buone pratiche da seguire per evitare situazioni a rischio o per aiutare la giustizia a rintracciare i colpevoli in caso di incendio doloso. È fondamentale anche programmare per tempo in maniera continuativa una serie d’interventi: dalla manutenzione alla creazione di strade tagliafuoco fino ad arrivare agli accessi nei boschi e nelle pineta e ai presidi dei Vigili del fuoco nelle aree antincendio”.

Ripetiamo che l’unica soluzione possibile è quella di arrivare a una raccolta differenziata spinta, non solo per aumentare le percentuali e raggiungere l’obiettivo del 75% entro il 2020, fissato dal Piano regionale sui rifiuti, ma anche per eliminare le discariche con tutti i grandi rischi che comportano.

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