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Direzione Italia: anche Pizzichi al primo congresso nazionale

FOLLONICA – Sabato 17 si è svolto il primo congresso nazionale del neonato partito Direzione Italia all’Auditorium della Tecnica a Roma.

Sono state sancite le nuove linee programmatiche ed inoltre con l’approvazione dello statuto sono state approvate le regole fondamentali del nuovo movimento di centrodestra.

Presente e ben rappresentata la regione Toscana con una squadra di delegati per ogni provincia , compresa la provincia di Grosseto .

«Liberi da inciuci e da inganni , vogliamo un centrodestra unito, libero dagli accordi e dai patti con la sinistra. L’obbiettivo è creare un’alleanza di centrodestra e portare al suo interno un contributo di voti e di idee liberali. Partiamo dalla politica fiscale, l’Italia ha bisogno di una rivoluzione liberale vera: meno burocrazia, meno tasse, più spazio e libertà all’iniziativa dei privati». A parlare è Daniele Pizzichi, consigliere comunale di Follonica.

«Inoltre proponiamo le primarie a novembre perché lo spirito che anima il nostro percorso è sempre quello della scelta democratica. Vogliamo che si giochi per vincere contro la sinistra e i Cinquestelle e la strada maestra sono le primarie in stile americano aperte a tutti per stabilire il programma e chi guida la coalizione. Se altri non lo vogliono fare, noi vogliamo comunque restare coerentemente nel centrodestra ma coerentemente contro gli inciuci».

«Alle ultime elezioni amministrative, le liste di Direzione Italia e le forze civiche alleate con Fitto e con noi si sono rivelate il primo partito in Puglia e in Basilicata, e hanno ottenuto risultati sorprendenti anche al Centro e a Nord, da Rieti a Genova, da Alessandria a Padova. Il prossimo impegno di Direzione Italia sarà l’elezione del consiglio nazionale, entro luglio, formato da 110 componenti che garantiranno la copertura di tutte le province. Abbiamo davanti a noi molte sfide e quella delle elezioni politiche è la più importante su cui lavorare. Verranno a dirvi che non abbiamo futuro, che non abbiamo prospettive, ma ricordate che più crescono i nostri detrattori, più temono o invidiano il nostro progetto politico».

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