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No allo “Ius soli”, Fratelli d’Italia pronto alle barricate: «Nessuna trattativa»

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GROSSETO – “La pericolosa possibilità che la riforma del diritto di cittadinanza permetta l’introduzione dello “ius soli” apre scenari preoccupanti per la nostra Nazione. Se la legge passerà anche al Senato, appoggiata da Pd e sinistra, basterà che uno solo dei genitori sia in grado di esibire un diritto di soggiorno illimitato o un semplice permesso di soggiorno nell’Unione Europea perché ai figli minori venga garantita la cittadinanza italiana. Allo “ius soli” s’affiancherà poi il cosiddetto “ius culturae” che consentirà ai minori stranieri arrivati nel nostro Paese prima dei dodici anni di diventare italiani esibendo una semplice licenza di scuola elementare. Oltre al fatto che il valore dell’identità della cittadinanza italiana verrà ridotto a semplice automatismo burocratico il vero problema riguarda il contesto storico in cui questa legge si colloca”.

E’ quanto comunica in una nota la Federazione provinciale di Fratelli d’Italia di Grosseto.
“Premesso che lo “ius soli” rappresenta un fattore di attrazione di ulteriore immigrazione, il rischio è anche in relazione al pericolo del terrorismo. In caso di approvazione della normativa, i futuri governi rischieranno infatti di non aver più strumenti adeguati, come le espulsioni, per fermare i terroristi legati a cellule islamiche internazionali. Dobbiamo scongiurare il pericolo che qualcuno voglia farci diventare come Francia, Belgio o Inghilterra, ovvero laddove lo ius soli ha chiaramente fallito e laddove gli attacchi feroci arrivano proprio dagli immigrati di seconda o terza generazione, quindi esattamente da coloro che hanno goduto del diritto del suolo poiché la cittadinanza sulla carta non ha creato alcuna cittadinanza reale senza un percorso di integrazione consapevole vero e convinto da parte degli immigrati stessi”.

“Ius soli non significa accoglienza – conclude la nota – impiantare popolazioni sul nostro territorio in modo permanente per le generazioni a seguire, regalando loro la nostra cittadinanza italiana, non è accoglienza ma sostituzione di popolo, e ci vedrà pronti alle barricate. Nel caso in cui la legge sarà approvata avvieremo subito una raccolta firme per abrogarla. Siamo ancora in tempo per fermare questo attacco frontale alla nostra identità: fra un decennio sarà troppo tardi per pentirsene”.

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