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Il cinghiale Ugo, la mascotte di Cala di Forno, trasferito dopo la segnalazione di una turista fotogallery

MAGLIANO IN TOSCANA – Ugo non abita più a Cala di Forno. La mascotte del Parco della Maremma è stata trasferita. Il cinghiale che negli anni tutti hanno imparato ad amare non è più qui.

Antonella Vivarelli Colonna, che lo ha cresciuto e nutrito per sette anni, è disperata «mi manca» racconta commossa. Negli anni in tanti avevano imparato ad amare Ugo. I turisti che pernottavano nella tenuta si fermavano spesso a fare foto con lui.

Una quindicina di giorni fa lo “scontro” con una turista, da qui è partito un iter che ha portato all’allontanamento del cinghiale Ugo. «Non sono potuta andare a nutrirlo per una decina di giorni – racconta Antonella Vivarelli Colonna – e si è dovuto accontentare di quel che ha trovato in giro. Probabilmente aveva fame» (nella foto sotto Ugo fa da modello ad alcuni pittori).

Ugo il cinghiale

Secondo il racconto di alcune persone, una quindicina di giorni fa alcuni turisti stavano andando al mare, la borsa della donna era piena di pizza «di cui Ugo va matto». Lui si è avvicinato e li ha seguiti sullo stradello. Quando la donna si è accorta di averlo così vicino si è girata di scatto, intimorita, e il cinghiale, sempre secondo alcuni racconti, ha sbattuto il muso contro il fondoschiena di lei, procurandole un graffio sul sedere. Ovviamente questa è una versione dei fatti, mentre quella della signora parla di un morso che il cinghiale le avrebbe dato nel sedere.

La donna si è fatta medicare al pronto soccorso e da qui è partito un iter che ha portato all’allontanamento di Ugo. Il dottor Sandro Sovali (coordinatore sanità pubblica veterinari) ha scritto al parco della Maremma, segnalando che un cinghiale aveva morso una signora con l’intento di procurarsi il cibo, e che la donna era stata medicata per una ferita alla natica sinistra.

Nella nota Sovali sottolinea «sembra che il cinghiale sia solito avvicinarsi all’uomo alla ricerca di cibo rappresentando, come in questo caso, un potenziale rischio per l’incolumità dei turisti che si trovano a passeggiare nella zona».

A seguito di questa nota il Parco ha disposto la cattura e il trasferimento di Ugo. «Devo ringraziare Lucia Venturi che è stata eccezionale e ha presieduto alla cattura – sottolinea Antonella Vivarelli Colonna – Ugo è entrato di buon grado nella gabbia dove ha trovato del cibo, ed è rimasto tranquillo» (nella foto sotto Ugo “bacia” Antonella).

Ugo il cinghiale

Adesso il cinghiale si trova in un recinto di circa 40 ettari con altre cinghialette. A catturarlo è stato Matteo Galdi, cinghialaio di Ribolla, che ha un allevamento di cinghiali che poi vende. Ma Ugo non è destinato alla vendita, Ugo farà il riproduttore «Galdi me lo ha promesso – racconta Antonella – mi sono offerta anche di pagare la retta per lui, ma mi ha detto che non c’era problema e mi ha assicurato che avrebbe vissuto a lungo. È stato molto gentile e mi ha rassicurato su tutto».

Su Facebook si è scatenato un putiferio, con tanta gente che vuole riportare Ugo a casa, a Cala di Forno e che propone anche una petizione perché torni a vivere nel proprio ambiente naturale «In certi posti – ricordano alcuni – si entra in punta di piedi, gli animali sono a casa loro, siamo noi ad essere ospiti».

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