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Rinasce il capanno a Bocca d’Ombrone: sarà messo a nuovo da Fondazione Una Onlus

La partnership si concretizzerà nello stanziamento di 7000 euro per il ripristino del capanno per le attività di birdwatching

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GROSSETO – In occasione della settimana internazionale dei parchi e delle aree protette, Fondazione Una Onlus, che sarà presente dal 2 al 4 giugno al Game Fair di Grosseto, annuncia la sua donazione di 7000 euro per il ripristino di uno dei capanni di osservazione del Parco della Maremma. Un aiuto concreto per valorizzare la bellezza naturalistica e faunistica di questo straordinario luogo.

Nello specifico la somma stanziata da UNA sarà destinata all’intervento di manutenzione straordinaria di un capanno localizzato alla foce del fiume Ombrone, destinato all’avvistamento dell’avifauna presente nell’area protetta durante i vari periodi dell’anno.

Il capanno, struttura totalmente in legno realizzata tra il 1999 e il 2000, è un luogo privilegiato per il birdwatching (l’osservazione e lo studio degli uccelli in natura) che, nel Parco della Maremma, coinvolge migliaia di appassionati ogni anno, soprattutto tra i mesi di ottobre e febbraio, periodo di presenza dell’avifauna svernante.

L’ambiente umido sensibilmente salinizzato e gli agenti atmosferici esterni hanno provocato negli anni un evidente deterioramento della struttura di avvistamento. Le recenti verifiche effettuate in loco hanno determinato l’urgenza di intervenire per una complessiva opera di ristrutturazione per ridare la possibilità a turisti e birdwatchers di godere a pieno della bellezza naturalistica offerta dalla foce del fiume Ombrone.

In questo quadro si inserisce l’intervento della Fondazione UNA Onlus, che nata a livello nazionale tuttavia opera concretamente nei territori, dando un aiuto concreto ai soggetti ed alle istituzioni locali per valorizzare e difendere il patrimonio naturalistico del Paese.

La ristrutturazione del capanno, oltre a riqualificare in maniera ecosostenibile l’area, permetterà un’estensione della stagione turistica in tutti i periodi dell’anno, e non solo incentrata nei mesi estivi, attraverso politiche di destagionalizzazione favorite dalle particolari caratteristiche di biodiversità presenti nell’area.

“Siamo felici di poter contribuire alla riqualificazione di un territorio dalle straordinarie potenzialità come quello del Parco della Maremma – ha commentato Nicola Perrotti, Presidente della Fondazione UNA Onlus – L’intervento di ristrutturazione del capanno alla foce dell’Ombrone si inserisce nelle attività di collaborazione sinergica con enti, istituzioni, associazioni, Università ed enti di Ricerca, che UNA sta sviluppando con successo sin dal 2015, anno della sua nascita. L’auspicio – conclude Perrotti – è quello di poter estendere collaborazione come queste ad ulteriori progetti dedicati alla salvaguardia della biodiversità e alla valorizzazione delle potenzialità del territorio toscano”.

“E’ un contributo importante quello della Fondazione UNA che ci darà la possibilità di effettuare i lavori di ripristino del capanno di avvistamento alla foce dell’Ombrone altrimenti difficile da prevedere nei nostri bilanci. – ha dichiarato Lucia Venturi, Presidente del Parco della Maremma – Un intervento fondamentale per poter sviluppare il settore del birdwatching che ha molte potenzialità, visti i numeri dell’avifauna stanziale e migratoria presenti ogni anno nel Parco della Maremma”.

Un plauso all’iniziativa è arrivato anche da Giampiero Sammuri, Presidente Federparchi – Europarc Italia: “le operazioni di riqualificazione delle aree protette italiane sono indispensabili per tutelare la biodiversità dei territori e valorizzarne le potenzialità turistiche. L’intervento della Fondazione UNA a sostegno del Parco della Maremma – continua Sammuri – va esattamente in questa direzione, perché contribuisce concretamente, attraverso un progetto mirato e condiviso, a ridare nuova linfa ad un settore, quello del birdwatching, in continua espansione”.

Che casa fa la FOndazione Una Onlus – La Fondazione UNA Onlus (Uomo, Natura, Ambiente) nasce dal confronto tra mondo ambientalista, agricolo, venatorio, scientifico e accademico, per far compiere un salto di qualità nella tutela e nella gestione della natura. Tale sinergia si è concretizzata in 5 progetti dedicati alla salvaguardia e alla valorizzazione della biodiversità. Si tratta di un vero cambiamento culturale che mette in connessione idee e progetti in cui i valori tradizionali delle comunità, il presidio del territorio e le attività ecologiche diventino un nuovo modo di agire dell’uomo, finalmente in equilibrio con l’evoluzione della natura.

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