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Pozzi irrigui, arriva la mozione di Lista Mascagni e Pd: «I cittadini non possono essere lasciati a secco»

 

GROSSETO – Una mozione sui pozzi irrigui. E’ quella che presenteranno in consiglio comunale a Grosseto Pd e Lista Mascagni.

“L’antefatto è noto – scrive Mascagni – Agli inizi dello scorso mese di aprile il sindaco e la giunta al gran completo hanno annunciato che non avrebbero riaperto i circa 90 pozzi di proprietà comunale che da decenni consentono di irrigare il verde cittadino, pubblico e privato. Nessuna previa concertazione con i soggetti interessati, nessun confronto con gli amministratori di condominio, nessuna valutazione con le altre forze politiche, nessun preavviso. E soprattutto un “tempismo” che ha messo in imbarazzo anche i più acritici sostenitori del nuovo corso e che sta mettendo in ginocchio molti cittadini e condomìni che vedono ogni giorno seccarsi sempre più il proprio giardino”.

“Alcuni pozzi – grazie anche al fatto che ne era nota la mappatura e servono pochi utenti – sono stati riattivati; di alcuni altri i condomìni, pur di non veder seccare i giardini, riusciranno forse a farsi carico provvisoriamente, con non poche difficoltà di gestione ed incognite per il futuro. In altri casi si preferirà optare per la realizzazione di nuovi pozzi, con un salasso per i cittadini ed il rischio di veder proliferare le perforazioni. Altre situazioni invece, soprattutto nelle frazioni, non potranno probabilmente essere risolte. E’ così – ci domandiamo – che si tutela quell’autentico bene pubblico della città, che è il verde cittadino?”.

“Dispiace poi che – prosegue Mascagni – per giustificare le proprie scelte politiche, l’amministrazione tiri in ballo obblighi di legge che imporrebbero di disfarsi dei pozzi comunali. Infatti, se è ben vero che esiste il divieto di subconcessione della risorsa idrica, le norme consentono comunque il couso, anche pubblico / privato. E se è doveroso ribadire che chi utilizza i pozzi deve partecipare alle spese di gestione e di manutenzione dell’infrastruttura, sarebbe sufficiente completare il censimento delle utenze private che era stato avviato dalla precedente amministrazione. Noi i pozzi non li avremmo chiusi improvvisamente nel mese di aprile mettendo in difficoltà migliaia di concittadini”.

“Ci domandiamo poi con quale coerenza l’assessore Megale possa farsi esecutore di siffatta linea politica, quando nel 2013 il consigliere comunale Megale si faceva paladino delle ragioni dei cittadini di Verde Maremma, battendosi contro l’amministrazione di allora che voleva (non già chiudere i pozzi, ma) far loro pagare le spese di gestione; forse intendeva far pagare quei cittadini chiudendo direttamente il pozzo? Se non è un caso di omonimia (e non lo è), si tratta di una capriola di almeno 360 gradi. Si è però sempre in tempo a rimediare, se si vuole”.

“Chiediamo pertanto di investire della questione il consiglio comunale – aggiunge Mascagni – e lo facciamo presentando una mozione nella quale proponiamo che gli utenti del servizio debbano partecipare alle spese e tuttavia sia mantenuta una regia pubblica nella gestione dei 90 pozzi irrigui di proprietà comunale; l’unica in grado di tutelare adeguatamente il verde cittadino, e di non lasciare a secco i cittadini. Lo facciamo anche per invitare la maggioranza ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte politiche, senza accampare alibi normativi e senza praticare il consueto sport dello scaricabarile, quello con il quale si vorrebbe addebitare ora alla Regine “matrigna”, ora alle precedenti amministrazioni (che i pozzi li hanno sempre tenuti aperti), le colpe della propria incapacità a gestire i problemi”.

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