A 25 anni dalla morte, la Polizia ripercorre la storia di Agostino Catalano, capo-scorta di Borsellino fotogallery

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GROSSETO – Era il 23 maggio del 1992 quando fu ucciso il magistrato Giovanni Falconi, con la moglie e al scorta. Solo pochi mesi dopo sarebbe toccata a Paolo Borsellino. Sono passati 25 anni da allora, ma il ricordo dei due giudici è ancora vivo nella memoria italiana e resta un monito per chi lotta contro la Mafia.

Anche per questo la Questura di Grosseto ha voluto organizzare una giornata dedicata a chi perse la vita nei due attentati, i giudici, ma anche gli uomini di scorta. Tra questi Agostino Catalano, caposcorta di Borsellino. E proprio il fratello e la sorella di Catalano, Tommaso e Giuseppa, sono stati invitati dalla Questura di Grosseto per un incontro con i poliziotti su invito del movimento Agende rosse.

L’incontro, dal titolo “Non ti scordar di me”, che si è tenuto stamani nell’Auditorium della Questura, è dedicato non solo a chi ha perso la vita nelle stragi mafiose, ma anche ai loro familiari, a chi le ha vissute e a chi non era ancora nato.

«Molta strada è stata fatta – afferma il questore Domenico Ponziani -. Ma non è ancora tutta: basti pensare a quel che è successo ieri a Palermo. La presenza dei fratelli di Catalano ci consentirà di vedere la cosa da un’altra prospettiva. Parlare di chi si è sacrificato per la legalità, sentire che quel sacrificio non è stato inutile».

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