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Pestaggio alla stazione, Sani: «Vivarelli Colonna legittima la violenza e dimostra il suo fallimento»

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GROSSETO – «Mi ha sinceramente impressionato in negativo il ‘tempismo’ del sindaco Vivarelli Colonna nello schierarsi a prescindere sulla vicenda del pestaggio avvenuto nel parcheggio della stazione ferroviaria. Avrebbe infatti potuto almeno aspettare una prima ricostruzione di quanto avvenuto da parte delle forze dell’ordine, mantenendo un atteggiamento meno spregiudicato». Inizia così la nota dell’onorevole Luca Sani che interviene dopo le dichiarazioni del sindaco di Grosseto e presidente della Provincia ANtonfrancesco Vivarelli Colonna sul caso del pestaggio avvenuto nel parcheggio del nuovo temrinal bus della città.

«Non c’è stato invece né equilibrio politico né istituzionale nell’intervento del sindaco di Grosseto, che avrebbe potuto condannare il fatto o almeno interrogarsi su quanto accaduto, ma invece ha preferito prendere parte, giustificando ciò che per una autorità pubblica non dovrebbe mai essere giustificabile. Tanto più se il brutto episodio riguarda un soggetto senza fissa dimora con problemi palesi di equilibrio psichico, di cui il comune, per legge, dovrebbe occuparsi».

«D’altra parte, un sindaco che legittima la ‘difesa fai da te’ da parte dei cittadini, è il miglior testimonial del proprio fallimento di amministratore. Non essendo mai stato in grado, e oramai sono troppi gli episodi susseguitisi negli ultimi mesi, di garantire decoro e sicurezza nella città che governa da un anno. A riprova del fallimento c’è appunto il fatto che l’episodio è avvenuto in un luogo, la stazione, in cui negli ultimi mesi il degrado è ulteriormente aumentato, dove si registra l’esasperazione di cittadini e operatori e la carenza di vigilanza, controllo e la minima igiene urbana».

«Il Centrodestra aveva impostato tutta la propria campagna elettorale su vuote e retoriche parole d’ordine di tipo securitario, semplificando la natura complessa dei problemi e promettendo soluzioni tanto veloci quanto improbabili. Dodici mesi dopo siamo alla strisciante legittimazione dell’autodifesa. Ultima spiaggia di chi non ha né i mezzi culturali né le capacità amministrative per riportare sicurezza e decoro nella nostra comunità».

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