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Podere Zonfone, La Duna: «Vicenda che si trascina da più di dieci anni senza soluzione»

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FOLLONICA – «La vicenda del podere Zonfone di proprietà regionale, nel parco di Montioni, comune di Follonica e gestione delle Bandite di Scarlino, si trascina da più di dieci anni e non accenna a trovare una soluzione. Concessioni, revoche, bandi, nuove concessioni e nuove negazioni e nuovi ricorsi si susseguono». A ripercorrere la storia della concessione è l’associazione La Duna.

«La situazione sembrerebbe a chiunque semplice: il bando di gara parlava di certi aspetti da rispettare per poter avere la concessione e dettava anche dei criteri da rispettare. Criteri che non possono essere stati rispettati perché, seppure il Piano di miglioramento agricolo presentato ha permesso al partecipante al bando di vincere su altri, questo non era in linea con il piano del Parco di Montioni che detta le caratteristiche degli interventi possibili da effettuarsi nell’area». Prosegue La Duna. «Siccome poi le concessioni edilizie dovevano essere rilasciate dal comune di Follonica, la negazione degli Uffici del Parco ha fatto si che anche questo negasse i permessi. Quindi ricorsi (logici) da parte del concessionario e amministrazioni che “resistono” e chiedono la revoca. Il TAR dilata all’inverosimile i tempi e al momento nemmeno c’è la data della discussione».

«Quello che si chiedeva era molto semplice: qualcuno dei soggetti pubblici che “resistono” al ricorso del concessionario avrebbe dovuto chiedere una “istanza di prelievo” e una fissazione dell’udienza. Cosa che non è avvenuta e della quale non si spiega il motivo… Il sindaco di Follonica ha scritto al comune di Scarlino chiedendo di mettere fine a tutta la vicenda revocando la concessione ed ha dato notizia della cosa, a seguito di una interrogazione di Ettore Chirici (maggioranza), nel consiglio comunale di metà aprile. Venerdì abbiamo avuto un incontro con il sindaco Benini per avere notizie… Nessuna risposta da Bandite di Scarlino. Viene da domandarsi che fine abbia fatto il rispetto verso l’Istituzione comunale follonichese e che senso abbia continuare a mantenere rapporti con Bandite di Scarlino. Da parte nostra – conclude l’associazione – non possiamo che chiedere che il comune di Follonica effettui l’istanza di prelievo con fissazione dell’udienza».

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