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La Maremma da primato: la pasta Granai di Toscana sbarca in Cina

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GROSSETO –  Granai di Toscana fa un primo bilancio dell’attività svolta nel corso dell’ultimo anno,  un anno che ha visto il consolidamento dell’Organizzazione come struttura e nei rapporti con gli Enti preposti, la presentazione della  pasta Granai di Toscana al grande pubblico e la diffusione del prodotto a livello locale, regionale e fuori dai confini.

“ Sono stati mesi difficili – commenta il presidente dell’O.P. Graziano Chelli –  caratterizzati dalla pungente crisi cerealicola, dalle difficoltà del mercato e anche dagli sbalzi climatici, malgrado ciò quest’ultimo anno è stato per noi molto importante e significativo. Abbiamo consolidato la nostra Organizzazione sia al suo interno sia nei rapporti con le istituzioni ai vari livelli: la Regione Toscana, l’assessore e i dirigenti hanno avuto modo di conoscerci a fondo sostenerci e supportare il nostro progetto, stiamo lavorando a stretto contatto con il mondo della ricerca, abbiamo siglato importanti accordi con alcuni rami della gdo toscana e altri sono in dirittura di arrivo.

Consentire ai clienti locali di poter degustare la nostra pasta fatta con grano 100% toscano garantito, è una grande soddisfazione, ma altrettanta soddisfazione ci è arrivata dall’apertura al mercato cinese al quale abbiamo già inviato 4 quintali della nostra pasta.

Siamo consapevoli che la partita è tutta da giocare – precisa Chelli – questo Paese ha usi, tradizioni, cultura, gusti diversi dai nostri,  ma anche loro cercano, con interesse, prodotti certificati e genuini e il primo approccio è positivo. Contatti sono in corso anche con altri paesi europei ed extraeuropei e, in attesa di consolidarli, lavoriamo senza sosta per il mercato locale e nazionale. Il nostro è un progetto per il territorio – aggiunge il presidente  – vale non dimenticarlo. Il nostro obiettivo è lavorare per cercare di dare un futuro alle nostre campagne, al nostro territorio, all’agricoltura e alle nostre aziende. Ma non solo, abbiamo preso un obbligo con il cliente consumatore promettendo  una pasta sana controllata e garantita fatta con il duro lavoro di Cooperative della Toscana;  per ora sono 7 ma noi siamo aperti ad ogni nuovo Socio.

In altre parole il nostro è un impegno morale con questa terra –conclude Chelli  –  siamo agricoltori e siamo convinti che il settore primario se rispettato e sostenuto possa rappresentare uno dei volani per l’economia. Queste sono anche le premesse e le basi per la costruzione di un pastificio locale che ci consentirebbe di chiudere davvero la filiera come ci viene chiesto dalle nuove politiche agricole”.

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