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Vertenza Unicoop, raggiunta l’intesa. Nessun licenziamento, salvi i 600 dipendenti

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GROSSETO – Vertenza Unicoop, c’è la firma. Nella notte è stata raggiunta l’intesa tra azienda e sindacati. Un accordo che prevede si salvare tutti i 600 dipendenti che erano a rischio esubero. Nessun licenziamento dunque, ma soltanto uscite volontarie. In totale le posizioni lavorative considerate in esubero erano 481.

«La Fisascat – si legge nella nota del sindacato -, unitamente alle altre organizzazione sindacali, nei prossimi giorni inizierà le assemblee che porteranno al referendum dove l’ipotesi di accordo sarà sottoposta all’approvazione del personale della Cooperativa. L’ipotesi di accordo ha nella sua stessa premessa dei punti cardini di condivisione tra i quali la salvaguardia occupazionale, la grave situazione di crisi della stessa azienda, la necessità di un Piano industriale di rilancio e del mantenimento dell’autonomia e dell’identità della Cooperativa stessa».

Le parti dopo una trattativa dura e aspra durata 5 mesi hanno trovato le seguenti soluzioni: nessun licenziamento unilaterale ma solamente uscite esclusivamente volontarie ed incentivate; ricorso agli ammortizzatori sociali. Tra queste la Cigs (Cassa integrazione straordinaria) nella sede di Vignale dove è stato ridotto il numero degli esuberi e conseguentemente il minore impatto della cassa integrazione sulla platea dei lavoratori interessati, con una rotazione che interessando la maggioranza dei dipendenti impatterà in maniera minore sui singoli lavoratori; e Contratti di solidarietà che riguarderanno i dipendenti della rete vendita, suddivisi in bacini territoriali che permettono la ridistribuzione del sacrificio su di una platea più ampia di persone. Il potenziamento delle relazioni sindacali che valorizzano il ruolo del Coordinamento Sindacale Nazionale, delle Rappresentanze Sindacali Aziendali e dei livelli territoriali con attività di confronti e verifiche periodiche degli accordi e dell’andamento aziendale sulla base degli impegni presi per il rilancio della cooperativa.

«A fronte della volontà di dare disdetta – si legge nella nota della Fisascat – in modo unilaterale al contratto integrativo aziendale, le organizzazioni sono riuscite a trovare un accordo transitorio di durata triennale che sospendendo alcuni istituti economici dello stesso, scongiurano la disdetta con conseguente grave perdita di salario e diritti normati dal contratto integrativo».

«La Fisascat Cisl – si conclude così la nota – confida nel fatto che quanto accordato sia utile alla salvaguardia occupazionale, ad assicurare obiettivi di risanamento economico , alla autonomia della cooperativa anche attraverso gli strumenti di partecipazione attiva ai fini della corretta attuazione del piano industriale».

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