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Rifondazione ricorda Peppino Impastato con una giornata in suo onore

GROSSETO – Contro la mafia, a 39 anni dalla tragica morte, Rifondazione Comunista di Grosseto ricorderà Peppino Impastato vittima della mafia con una iniziativa promossa da Agende rosse di Grosseto.

Appuntamento martedì alle ore 21.00 in viale Europa 65 a Grosseto con la proiezione del film “I cento passi”, diretto da Marco Tullio Giordana, con Luigi Lo Cascio nei panni di Peppino Impastato.

In apertura ricorderà la figura di Peppino Giuseppe Cassata (Agende Rosse Milano) mentre Elio Irudal illustrerà l’attività delle Agende Rosse Grosseto.

Dopo il Film seguirà un dibattito sulla “Mafia oggi” moderato da Silvio Pollicino.
Con questa prima iniziativa Rifondazione inizierà un ciclo di iniziative pubbliche sui vari aspetti legati al fenomeno mafioso con particolare riferimento al fenomeno delle Agromafie e del Caporalato.

I prossimi eventi in agenda nel mese di giugno riguarderanno la presentazione di tre recenti libri “La quinta mafia” di Marco Omizzolo “Mafia capitale” di Leonardo Palmisano e “il Terzo Rapporto Agromafie e Caporalato Flai/Cgil”

«Nell’occasione – afferma Maurizio Buzzani segretario provinciale Prc – si ricorda, inoltre, che nella sede di Rifondazione sarà ufficialmente aperto un Cineforum con proiezioni e dibatti sui temi sociali, economici e politici aperto anche alle iniziative di tutte le associazioni e movimenti che vorranno proporsi con film e dibattiti»

CHI ERA PEPPINO IMPASTATO, UCCISO DALLA MAFIA
Peppino Impastato nacque a Cinisi, in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948 e fin da ragazzo e attivista politico-culturale contro la Mafia.

Nel 1965 fonda il giornalino L’idea socialista e aderisce al PSIUP. Dal 1968 in poi partecipa col ruolo di dirigente alle attività dei gruppi comunisti. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati.

Nel 1976 costituisce il gruppo “Musica e cultura”, che svolge attività culturali (cineforum, musica, teatro, dibattiti, ecc.); nello stesso anno fonda “Radio Aut”, radio libera autofinanziata, con cui denuncia i crimini e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti (chiamato «Tano Seduto» da Peppino), che aveva un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell’aeroporto di Punta Raisi. Il programma più seguito era Onda pazza a Mafiopoli, trasmissione satirica in cui Peppino sbeffeggiava mafiosi e politici.

Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali, ma non fa in tempo a sapere l’esito delle votazioni perché, dopo vari avvertimenti che aveva ignorato, nel corso della campagna elettorale viene assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio. Col suo cadavere venne inscenato un attentato, per distruggerne anche l’immagine, in cui la stessa vittima apparisse come suicida, ponendo una carica di tritolo sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia. Pochi giorni dopo gli elettori di Cinisi votano ancora il suo nome, riuscendo ad eleggerlo simbolicamente al Consiglio comunale.

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