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Papini: «Frana del Chiusone, il sindaco di dica subito cosa vuole fare»

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ROCCASTRADA – Il consigliere comunale Canzio Papini, per il gruppo Il Comune di Tutti, ha presentato un’interrogazione al sindaco sul ripristino della frana del Chiusone.

“In riferimento alle “opere di bonifica” e consolidamento della frana in località “il Chiusone” nell’abitato di Roccastrada – scrive Papini – si vogliono sottolineare alcune considerazioni di carattere geologico-tecnico ambientale, al fine di porre l’attenzione sugli eventuali miglioramenti conseguiti e raggiunti che letti in prospettiva apporterebbero novità e nuove possibilità di sviluppo alle aree fin qui coinvolte.

Come si evince dal documento preliminare alla progettazione, nel proseguire l’obiettivo di tutelare il territorio dell’abitato di Roccastrada c’è la necessità di effettuare le opere previste nel quarto stralcio funzionale, al fine di continuare la bonifica del movimento gravitativo, ormai noto, articolato in un totale di 6 stralci esecutivi; si ricorda ad oggi 2 terminati ed il 3° in via di completamento, che costituiscono già una buona attività di consolidamento.
Essendo quindi già parzialmente consolidate, sorge spontaneo chiedersi se esista la possibilità di trarre vantaggi dalle opere fin qui realizzate, affidando, alle aree coinvolte, dei parametri di pericolosità idrogeologica più bassi rispetto a quanto definito dal regolamento urbanistico vigente”.

“Il potenziale inserimento di tali aree in un diverso ambito urbanistico – prosegue Papini –  comporterebbe un incentivo al risanamento e alla manutenzione di fabbricati e strutture che fino ad adesso, causa prescrizioni limitanti, non sono state possibili. Considerando la possibilità di raggiungere tale prospettiva, si suggerisce come sarebbe utile e vantaggioso installare una rete di monitoraggio, al fine di definire con certezza la stabilità delle zone in esame. Si tratterebbe in pratica di collocare, in aree considerate strategiche, particolari strumenti, come inclinometri ed estensimetri, che consentirebbero di conseguire obiettivi come il controllo del comportamento del versante nel tempo; il riconoscimento della presenza e della distribuzione dei dissesti o delle superfici di scivolamento ancora in atto o potenziali; l’acquisizione controllata di dati relativi alla entità degli eventuali spostamenti”.

“I risultati confermerebbero o meno la bontà del consolidamento raggiunto fino ad oggi ed consentirebbero inoltre di avere una maggiore consapevolezza sulla possibilità di operare in tutti quei contesti ormai da tempo condizionati dalle “problematiche originarie” di pericolosità elevata legata alla frana del Chiusone.

Ciò detto, non deve essere considerato come un modo di sottovalutare il movimento gravitativo ancora potenzialmente in atto, ma di analizzare, tramite una visione critica e consapevole, la possibilità di iniziare a prevedere e consentire nuovi interventi in tutte quelle aree dove la bonifica ha, ad oggi, raggiunto l’obiettivo prefissato. Altra questione importante, al fine di mantenere efficienti lo stato delle consolidazioni, è quello di imporre una manutenzione costante e continua; per consentire il corretto deflusso delle acque meteoriche che con la regolare pulizia delle opere di drenaggio sarebbe garantito. Tutto ciò considerato,ritenendo possibili e non più rimandabili tali interventi, chiediamo se è intenzione dell’amministrazione mettere da subito in atto tutto il necessario per addivenire al monitoraggio delle zone consolidate. Chiediamo anche se le opere di drenaggio sino ad oggi realizzate sono totalmente efficienti e come si provvede e con quali scadenze alla verifica del loro corretto funzionamento”.

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