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Con il progetto Skate a Grosseto l’Europa insegna ai bambini

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GROSSETO – Il progetto Skate non porterà solamente alla nascita di un manuale internazionale per l’insegnamento del pattinaggio per bambini sotto i sette anni, ma diventerà un progetto pilota, che servirà a costruire nuovi tecnici, a migliorare la visibilità di questo sport, ad avere una nuova visione dell’Europa ma anche ad avere dei riscontri medici per la cura di patologie infantili.

E’ quanto è emerso dal Kick-off meeting del progetto del Circolo Pattinatori Grosseto finanziato dalla Comunità Europea, nello scorso mese di settembre, che si è svolto martedì mattina nell’impianto di via Leoncavallo, che ha portato anche piacevoli novità per la realizzazione di un nuovo palasport a Grosseto.

Daniele Giannini, delegato provinciale del Coni, ha tenuto a sottolineare come «l’iniziativa dei Pattinatori, che ha lavorerà a stretto contatto nell’Alenquer Benfica, nella Federazione spagnola e nell’Istituto Fossombroni, è l’esempio da seguire per far sport oggi: serve avere unione d’intenti per costruire un futuro migliore. Il Cp Grosseto svilupperà l’hockey e il pattinaggio, ma le altre società, le federazioni dovranno andare sulla stessa direzione».

«Questa è l’Europa che ci piace – ha detto l’assessore allo sport Fabrizio Rossi – Quello ideato da Pier Luigi Bonucci e dal presidente Colombini è un progetto pilota, che ha saputo attirare attenzione nel mondo dello sport e aperto gli occhi su sbocchi importanti come i finanziamenti della linea Erasmus che permettono di guardare all’Europa per la crescita. E’ la dimostrazione che servono dirigenti per creare grandi società, ma anche idee».

L’assessore Rossi ha strappato l’applauso della platea per l’annuncio ufficiale che «il Comune inserirà nel prossimo regolamento urbanistico la realizzazione di uno nuovo palazzetto dello sport, che sia funzionale per una città di 80.000 abitanti. La notizia importante è che abbiamo messo su carta il documento, non a parole».

«La nuova struttura – ha aggiunti Rossi – dovrà essere polivalente, con duemila posti a sedere, ma soprattutto dovrà lavorare 365 giorni anni, ospitando le più svariate discipline, alle quali serve un palasport, dall’hockey al basket, dalla pallavolo al calcio a 5. I nostri progettisti hanno già individuato alcune aree. Serviranno cinque milioni di euro, che potrebbero arrivare da alcuni partner».

Nel loro intervento Ricardo Acosta, dirigente e tecnico dell’Alenquer Benfica di Lisbona, e Joaquim Pauls, allenatore della nazionale spagnola di hockey, hanno sottolineato la valenza del progetto premiato dalla Comunità europea come il migliore presentato da società italiane. «Con lo Skate – ha detto Acosta – si provvederà alla crescita dei ragazzi, ma ci sarà un beneficio per il reclutamento di tecnico e per lo sviluppo del pattinaggio. Unendo le idee di Italia, Spagna e Portogallo siamo più forti che da soli».

«In Spagna – è il pensiero di Pauls – ci sono sostanzialmente tre aree in cui si è sviluppato lo sport del pattinaggio: Galizia, Catalogna e Madrid. Con il progetto, nel quale siamo stati coinvolti da Fabio Carosi (un grossetano che vive a Madrid da quindici anni e che lavora per la Reale federazione di pattinaggio) cerchiamo di ampliare al sud e al nord questa disciplina ma anche trovare qualcuno che possa insegnare ai bambini ad amare questo sport».

Il Progetto “Skate per kids and teacher all over the Europe” si concluderà a fine dicembre 2108, dopo mesi di lavoro congiunto tra i tecnici delle nazioni interessati, con la realizzazione di un manuale internazionale, che sarà tradotto in francese, inglese e spagnolo dagli studenti dell’Istituto superiore Rosmini, coinvolto come il Fossombroni (rappresentato all’incontro di martedì dal professor Amedeo Gabbrielli), che ha messo anche a disposizione dei tornei del Gran premio della Liberazione dei cronometisti, nati dalla collaborazione della scuola e il Circolo Pattinatori.

Strada facendo hanno creduto nel valore dello Skate anche il Coeso, società della salute (è intervenuto Fabrizio Boldrini) e dal Comune di Grosseto, che ha dato il patrocinio.

La novità del progetto è stata presentata in conclusione dell’incontro. «Cercheremo di scrivere un pezzetto di letteratura – ha spiegato l’anima dello Skate, Pier Luigi Bonucci – Lavoreremo su bambini con problemi di apprendimento. Dal prossimo anno saranno inseriti, insieme agli altri coetanei, nella nostra leva di pattinaggio e alla fine del corso verificheremo e misureremo i loro miglioramenti».

«Questo sport – ha detto Alberto Colombini, nella sua veste di pediatra – viene considerato uno dei più completi dal punto di vista armonico. Il Circolo pattinatori vuole codificare problemi a livello clinico e il discorso può essere ampliato a tutti i bambini. Nel mondo è venuto a mancare lo sport libero, anticamera poi ad uno sport specifico. Noi vogliamo aiutare i nostri figli, i nostri nipoti a tornare a fare sport da piccoli, per evitare malattie del nostro secolo, come l’obesità, o uno stile di vita sbagliato, un’alimentazione sbagliata».

«Il pattinaggio – ha ribadito il neuropsichiatria infantile Romano Fabrizi – senza nulla togliere agli altri sport è il più completo dal punto di vista fisiologico: interessa vari distretti del corpo, offre la peculiarità dell’equilibrio, coinvolge il sistema emiozionale e può curare il deficit di attenzione, la maldestrezza, la goffaggine. Può insomma aiutare anche a migliorare la disabilità infantile e il progetto può essere un momento di verifica su casi particolari già a partire dai bambini di quattro anni».

«Lo stare insieme – ha concluso Boldrini – il fare attività non può che portare benefici ai bambini. Come società della salute abbiamo in mente delle idee per combattere il problema dell’obesità, a cominciare da quello di togliere dalle macchinette a scuola bevande gassate e merendine. E con un aumento dello sport si potrà garantire loro un futuro migliore, dal punto di vista fisico».

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