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Il latte d’asina made in Maremma finisce nelle tazze dei toscani: via libera della Regione alla vendita fotogallery

SCARLINO – Il latte d’asina dell’allevamento di Scarlino diventa ufficialmente commerciabile e si potrà richiedere nelle farmacie toscane. In seguito ai risultati emersi dallo studio “Latte d’asina di razza amiatina nella gestione del bambino con allergia alle proteine del latte vaccino”, il progetto finanziato dalla Regione Toscana, al quale oltre alla facoltà di Veterinaria Pisa hanno collaborato l’Azienda ospedaliera universitaria “Meyer” di Firenze, l’istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana e il Complesso agricolo forestale regionale Bandite di Scarlino, il latte prodotto al podere Ponte alle Catene verrà inserito a breve nella rete delle farmacie toscane.

Alla conferenza stampa di presentazione, all’interno dell’allevamento gestito delle Bandite di Scarlino, sono stati sottolineati gli aspetti benefici del latte d’asina anche in riferimento alla salvaguardia della biodiversità degli ecosistemi.

Sono stati presenti l’assessore al diritto alla salute, sociale e sport Stefania Saccardi, Leonardo Marras, capogruppo Pd in Consiglio regionale, insieme a Marcello Stella, sindaco di Scarlino, Giovanni Brajon, direttore dell’Istituto zooprofilattico, Federica Salari dell’Università di Pisa, Elio Massimo Novembre, responsabile scientifico del progetto e responsabile dell’Allergologia dell’ospedale Meyer.

Inizialmente il progetto verrà condotto in via sperimentale nella zona di Firenze, ma in seguito verrà distribuito in tutta la Toscana. Sarà quindi possibile ordinare il latte in farmacia, anziché doversi recare personalmente in un allevamento per acquistarlo.

«E’ importante mettere insieme una rete di distribuzione per renderlo di facile utilizzo in tutta la Toscana – ha spiegato Stefania Saccardi, assessore regionale alla sanità -. E per questo abbiamo coinvolto la rete delle farmacie che si è resa disponile ad aiutarci, inserendo il latte nella loro rete, che è molto efficace e con vocazione anche sociale. Inizieremo quindi con la sperimentazione della distribuzione nella zona di Firenze con l’obiettivo di estendere la copertura a tutta la regione. I toscani, così attenti a ciò che mangiano e consumano, sono sicura che accoglieranno il latte d’asina nel migliore dei modi».

Per Leonardo Marras «questo è un progetto che parte da lontano e che ho avuto la fortuna di seguire sin dall’inizio. Siamo stati in molti a crederci e nonostante la generale titubanza iniziale, che spesso accompagna progetti di recupero di razze in via d’estinzione, siamo riusciti a vincere a sfida di valorizzare la biodiversità nel territorio, rendendola utile a rispondere a esigenze diffuse. La tenacia con cui il progetto è stato portato avanti ha prodotto un allevamento di grande efficienza, dando un senso pubblico a questa realtà. Il sistema di produzione è stato strutturato in modo tale da garantire la presenza costante del latte e adesso la Regione, insieme al Comune di Scarlino e agli altri soggetti coinvolti sperimenterà un sistema di distribuzione che permetterà di renderlo accessibile a tutti i toscani».

A livello nazionale rappresenta una novità all’avanguardia, la Toscana sarebbe, infatti, la prima regione in cui sarà possibile comprare il latte d’asina pastorizzato in farmacia.

La produzione del Podere Ponte alle Catene di Scarlino è già al centro degli studi scientifici sul latte d’asina a livello nazionale, sia per quanto riguarda i benefici per la salute sia per l’uso cosmetico.

L’azienda Le Bandite di Scarlino alleva 160 asine di razza amiatina e produce circa 30-35 litri al giorno.

Elio Massimo Novembre, allergologo dell’ospedale Meyer ha spiegato che «l’allergia al latte vaccino è un problema che ci troviamo spesso ad affrontare, quasi il 2% dei bambini ne soffre. Dobbiamo trovare un latte sostitutivo e il latte d’asina è un latte animale che non ha caratteristiche in contrasto con il latte di mucca. Abbiamo visto che il 93% dei soggetti che hanno allergia al latte di mucca tollerano il latte di asina, abbiamo visto che a questi bambini il latte piace, il gusto dolce lo rende gradevole. E’ un latte ecologico, prodotto da animali che crescono in un posto meraviglioso. Quindi si verifica un’importante integrazione tra la salvaguardia della specie e dell’ambiente e la produzione di un latte che aiuta i bambini malati. Credo che non si possa chiedere di più».

Alla conferenza stampa erano presenti anche due famiglie che utilizzano il latte, a testimoniare l’efficacia del prodotto e hanno raccontato come è stato facile l’inserimento di questo alimento nella dieta dei loro figli, a causa del suo gusto gradevole e dolce, e la possibilità di proseguire contemporaneamente l’allattamento al seno.

L’unico lato negativo per le famiglie rimane quello economico: 14 euro per un litro di latte rappresenta, infatti, una spesa poco sostenibile, seppure i vantaggi dell’alimentazione siano di importante rilevanza.

Si stima che il fabbisogno di un bambino tra 1 e 5 anni, oscilla intorno ai sette litri a settimana.

L’azienda, con la produzione attuale, potrebbe soddisfare in media il fabbisogno alimentare di circa 24 bambini toscani. In fase di distribuzione, in presenza di certificazione medica, il costo sarà a carico del sistema sanitario pubblico. Nonostante il latte dell’azienda toscana sia pastorizzato la conservabilità del prodotto è breve (5 giorni mantenuto a temperatura di refrigerazione). La rete di distribuzione dovrà essere quindi efficace per evitare sprechi che determinerebbero un aggravio di costi al sistema.

Complesso Agricolo Forestale Regionale “Bandite di Scarlino”

L’azienda, di proprietà della Regione Toscana, occupa una superficie di circa 9.000 ettari, distribuiti nel territorio di quattro comuni della provincia di Grosseto: Scarlino, Follonica, Castiglione della Pescaia e Gavorrano. Il complesso agricolo e forestale, che fa parte del Patrimonio della Regione Toscana, è gestito in forma unitaria dai quattro comuni e il Comune di Scarlino ha il ruolo di Ente capofila. Le attività svolte nell’ambito del complesso Le Bandite sono tese principalmente alla valorizzazione, conservazione e salvaguardia degli ecosistemi agricoli e forestali.

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