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La Maremma al Vinitaly: Umberto Valle ci racconta Poggio Trevvalle

GROSSETO – Dal 9 al 12 aprile a Verona si terrà la cinquantunesima edizione del Vinitaly, il salone internazionale dei vini e distillati, punto di riferimento a livello internazionale. IlGiunco.net apre per la prima volta una finestra sul mondo del vino e delle aziende che andranno a Verona che troveranno spazio nella rubrica “La Maremma al Vinitaly”.

Tra le aziende che partecipano c’è anche Poggio Trevvalle nell’area ViViT – Padiglione 8, tavolo 16. I vini di Poggio Trevvalle sono prodotti da uve vendemmiati dai 13 ettari di vigneti che circondano la cantina. Oltre 85% dei vigneti è Sangiovese con Alicante, Cabernet Sauvignon e Merlot a complemento. Il numero di piante per ettaro varia da 3.000 (le vigne più vecchie) a 6.000 ( le vigne piantate a partire dal 2000) e sono allevate a cordone speronato. Questa forma di allevamento porta alla formazione di una pianta con un’unica branca produttiva su cui si allevano 3 o 4 speroni.

Mantenere il suolo fertile è importantissimo per una buona vendemmia e comporta l’uso di differenti tecniche per differenti porzioni di vigna, dal momento che in nel terreno dell’azienda la natura del suolo cambia in modo sensibile nello spazio di poche centinaia di metri.

La Maremma al Vinitaly

La vendemmia manuale, oltre alla cernita delle uve fatta prima della pigiatura, sicura che solo i frutti migliori diventano vino.

Perché biologico?

Applicando i migliori metodi tradizionali insieme con le conoscenze scientifiche moderne Umberto e Bernardo Valle credono che sia importante lavorare con la natura cercando di stabilire un salutare equilibrio tra la natura e l’agricoltura.

“Ci chiedono spesso quale sia la differenza tra un vino biologico ed uno convenzionale – dicono di titolari – Riassumendo in poche parole, la differenza sta nel modo in cui il terreno e le vigne sono curate piuttosto che nel modo in cui il vino è lavorato in cantina. Assicurandosi che il suolo rimanga naturalmente fertile e strutturato si aiuta lo sviluppo di microflora e microfauna nel terreno, mantenendo le vigne in equilibrio con l’ambiente e quindi producendo uve e vini di ottima qualità. Non si usano concimi chimici ne altri fitofarmaci sistemici, cosi che nessun prodotto di sintesi arriva all’uva. In cantina non si usano sostanze pur ammesse in vinificazione e spesso i livelli di solforosa sono ben al di sotto dei limiti legali. Il risultato è un vino biologico che riflette in pieno il territorio da cui proviene.”

La vendemmia – fatta a mano – inizia quando i vinaccioli sono completamente maturi in modo di avere tannini più morbidi ed eleganti. Le diverse varietà di uve sono vendemmiate in momenti diversi e sono diraspate e pigiate entro 2 ore della raccolta. Tutte le uve fermentano in serbatoi d’acciaio a temperatura controllata. Non sono usati lieviti selezionati per la fermentazione alcolica. La fermentazione malolattica avviene in serbatoi di cemento o fusti di legno.

Al Vinitaly perché?

“Partecipiamo ancora adesso al Vinitaly per incontrare i nostri clienti abituali e nutrendo la speranza di contattarne di nuovi. Ricordiamo a tutti di venirci a trovare nell’area ViViT – Padiglione 8, Tavolo 16. Porteremo i nostri vini:

•Morellino di Scansano docg “POGGIO TREVVALLE” 2015

•Morellino di Scansano docg “PASSERA” 2015

• Montecucco Rosso doc “POGGIO TREVVALLE” 2015

• I.G.T. Toscana Rosso “TORELLO” 2014

• I.G.T. Toscana Rosato “POGGIO TREVVALLE” 2015

La degustazione di Antonio Stelli, delegato AIS Grosseto

POGGIO TRE VALLE, morellino di Scansano D.O.C.G. 2015

Sangiovese 95%, Cabernet Sauvignon e Granache 5%

Il vino si veste di un colore rosso rubino cupo accattivante, all’ olfatto si presente intenso e complesso, frutta matura di ciliegia e amarena, fiori di rosa e viola, sentori speziati di chiodi di garofano, cannella, un accenno balsamico, il sorso è avvincente, tannino importante, ottima la sua freschezza e mineralità. Perfetta la persistenza.

Per info: www.poggiotrevvalle.it

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