Striscione di Forza nuova contro l’arrivo dei migranti, Rifondazione «Fomentatori d’odio»

SANTA FIORA – È ancora polemica sull’arrivo di un gruppo di migranti nella frazione di Marroneto, a Santa Fiora. Due notti fa i militanti di Forza Nuova Grosseto hanno affisso uno striscione con scritto “stop accoglienza business”. «Abbiamo volutamente atteso notizie chiare sul presunto arrivo dei profughi nel Comune di Santa Fiora, ma come accade in queste circostanze la questione rimane fumosa – commenta Riccardo Nesti, segretario provinciale di Forza Nuova Grosseto -. Che l’accoglienza sia un business lo sanno tutti. Evidentemente, lo sa anche il sindaco di Santa Fiora che, sui giornali locali, dichiara “un gruppo di imprenditori e cooperative hanno posto all’attenzione del Comune una proposta”. Ecco, qua vi è il riassunto di tutta la questione legata al business dell’immigrazione che prevede, anche in questo caso, la sistemazione dei presunti profughi in un hotel che pare, come si legge dalle cronache locali, sia già in via di ristrutturazione da mesi. Per quel che ci riguarda – conclude Nesti – mentre i paesi dell’Amiata si stanno svuotando di italiani, giovani in particolare, non possiamo accettare l’arrivo di alcun profugo, specie in hotel. Siamo, quindi, pronti alle barricate a fianco del Popolo italiano».

E a Forza Nuova risponde il circolo di Rifondazione di Santa Fiora: « Nel momento in cui la comunità di Marroneto e i cittadini del Comune di Santa Fiora sono impegnati a confrontarsi e discutere sul tema dell’ospitalità agli immigrati, ecco spuntare fantomatiche “squadre” notturne, ad acuire paure e timori nel nostro territorio. L’apparizione di un manifesto di Forza Nuova, appeso in bella mostra a Marroneto, “Stop accoglienza business”, seguito da un comunicato nel quale tali alfieri della giustizia sommaria si professano “… pronti alle barricate a fianco del Popolo italiano”, fanno da contraltare alle affermazioni di pochi giorni or sono della Lega Nord, che preannuncia un banchetto per raccogliere le firme e dire un grande no a questa “nuova invasione”».

«Ma di cosa stiamo parlando – chiede ancora il circolo Raniero Amarugi -? Se arriveranno dei migranti, saranno nell’ordine di 10/15 unità, com’è stato precisato dal sindaco, attraverso un progetto di accoglienza denominato SPRAR (Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Tale progetto sarà attuato direttamente dal Comune, che individuerà la struttura più idonea e sceglierà se e a chi affidare l’incarico della gestione degli ospiti stranieri, in attesa della loro ricollocazione in ambito europeo. Che l’immigrazione venga utilizzata in maniera cinica da personaggi senza scrupoli, che assumono il ruolo di “caporali” nello sfruttamento del lavoro di migliaia di disperati, o da cooperative di ogni colore (come dimostra l’inchiesta su Roma Capitale, con il coinvolgimento di esponenti politici e della malavita nera) è un dato di fatto ed una vergogna tutta italiana, conseguenza di scelte sbagliate ed inefficaci nell’affrontare un problema di dimensioni planetarie».

«D’altra parte è anche molto facile alzare polveroni su questa materia, sfruttando i timori ed il senso di insicurezza che la crisi generalizzata della società occidentale, sia sul piano economico che sociale, induce nella popolazione; ma con l’avvio del progetto SPRAR la cittadinanza santafiorese avrà la possibilità di assolvere (nella giusta misura numerica) ad un preciso dovere morale e istituzionale, sancito dall’Art.10 della Costituzione: “…La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici”. Ma forse è troppo sperare che questi fomentatori d’odio – conclude Rifondazione – abbiano coscienza di quanto è scritto nella nostra Carta Costituzionale».

Commenti