Quantcast

Mercoledì da campioni: la Nuova Grosseto Barbanella vuole lasciare il segno ai playoff

GROSSETO – Sempre più ambiziosa l’ASD Nuova Grosseto Barbanella, quinta forza del girone maremmano di Terza categoria con il secondo miglior attacco, grazie all’ultima vittoria a due cifre contro una outsider. Nato nel 1960 con il nome di un noto quartiere della città e famoso per la sua scuola calcio e il suo settore giovanile, ultimamente il team del presidente Salvo sta facendo parlare molto di sé proprio con la prima squadra, pur giocando in un gruppo insidioso con le prime tre Braccagni, Montiano e Ribolla pronte a prendere il largo. Nella bacheca della sede della società, da sette anni domiciliata e impegnata sul sintetico del Passalacqua dopo mezzo secolo allo storico Monterosa, capeggia infatti la Coppa provinciale conquistata nella passata stagione, quasi a suggerire l’inizio di una nuova fase agonistica.

“Campionato spaccato in due – ha detto l’allenatore Fabio Ciavattini – dal settimo posto in su ci sono le squadre più promettenti, mentre le altre hanno qualcosa di interessante ma non la giusta continuità nei risultati. Riguardo a noi, abbiamo sofferto un po’ la discontinuità dell’organico, non sempre molto ampio, e abbiamo pagato lo scotto negli scontri diretti, ma in generale sono soddisfatto, come obiettivi ci siamo. Questo è un gruppo che non conoscevo ma, lavorandoci da fine estate, pian piano sta facendo vedere qualcosa di buono. Per ora crediamo nei playoff essendo anche consapevoli che le rivali più in alto devono osservare il turno di riposo. Ci proviamo, poi deciderà il campo, ma sono convinto che in qualche modo alla fine potremo fare qualcosa di importante. Di certo venderemo cara la pelle e non sarà facile per le nostre avversarie”.

Ciavattini è molto sincero quando parla del suo gruppo, formato da parecchi giocatori di esperienza, in gran parte gli stessi che l’anno scorso contribuirono alla conquista della Coppa, vinta ai rigori a spese di un giovane Massa Valpiana. “Un nostro pregio – ha continuato – è che ho a disposizione elementi con una buona tecnica e una buona organizzazione in campo, ma non sempre abbiamo i giusti equilibri o la cattiveria agonistica. La sconfitta per 4-1 con il Ribolla ad esempio: finchè siamo stati sull’1-1 abbiamo gestito l’incontro ma poi abbiamo subito la loro personalità. Al ritorno però potremmo giocarcela alla pari. Avendo tanti veterani, a volte sembriamo più presuntuosi di quel che siamo e altre paghiamo caro il troppo nervosismo, ma è anche giusto saper accettare certe situazioni e fronteggiarle”.

Un passato da giovane professionista, con quattro stagioni al Grosseto fra il 1976 e il 1980, serie C inclusa, Ciavattini ha militato anche nel Frosinone, nel Venezia, nella Cerretese, ma non sono poche le società dove si è prodigato anche come allenatore, incluso il Batirose della sua ultima sfortunata stagione; da due anni il tecnico sta rivestendo anche il ruolo di istruttore alla Condor Grosseto.

“I miei motti? – ha concluso – Evitare il nervosismo, non mollare mai, esseer sempre concentrati e convinti di quel che si fa. Tutte cose che dico anche ai bimbi cui insegno calcio e cui spero di dare le giuste indicazioni anche oltre lo sport. Continuerò il più possibile: il pallone è una passione che non ci si leva più. E dove trovo da divertirmi, vado”.

Questa la dirigenza dell’ASD Nuova Grosseto Barbanella 2016-2017: il presidente Giovanni Salvo, i dirigenti accompagnatori Fabrizio Balducci, Giorgio Balducci, Franco Ciri, Jessica Righeschi, l’allenatore Fabio Ciavattini.

Questa la rosa completa dei giocatori: Lorenzo Angelini, Alessio Benocci, Alessandro Machetti, Riccardo Agutoli, Francesco Brotini, Saverio De Marinis, Alessandro Fanfani, Paolo Grascelli, Alessandro Landi, Manuele Magnani, Federico Ombronelli, Diego Pavin, Alessandro Andolina, Gianfranco Basta, Lorenzo Bianchi, Matteo Ceri, Diego Danti, Davide Lesti, Jacopo Lolli, Daniele Massaro, Davide Mennella, Federico Savelli, Angelo Alasia, Alessio Bianchi, Raffaele Nocerino, Lucas Novello, Giacomo Santabarbara, Marco Savini e Leonardo Rosi.

Commenti