Comitato «Non si può fermare la bonifica della piana di Scarlino: è una discarica di veleni»

SCARLINO – «Dopo più di un decennio di negligenze e d’ingiustificabili contrattempi, nel 2015 è stato approvato il progetto per  la realizzazione della bonifica delle falde idriche del Padule di Scarlino. Un progetto di grande importanza per l’ambiente, l’economia del territorio e la salute dei cittadini. Con preoccupazione apprendiamo, però, dai giornali, che tale progetto di bonifica potrebbe subire un arresto a causa del defilarsi di Scarlino Energia dai suoi impegni e responsabilità». A parlare è il comitato del NO all’Inceneritore di Scarlino.

«Riteniamo la notizia, se sarà confermata, un atto gravissimo che rischia di rendere vani anni di sforzi e tentativi per bonificare un sito la cui sottovalutata pericolosità e la gestione dissennata degli scarti di lavorazione industriale, ne hanno fatto una discarica di veleni micidiali che mette a grave rischio la salute degli abitanti della piana e l’economia di centinaia di aziende che su agricoltura e turismo hanno investito per il loro futuro. Arsenico, vanadio, cromo, mercurio presenti nella falda sono, per la maggior parte, a livelli ben al disopra dei limiti di legge consentiti e l’acqua di falda, che arriva pura alla piana, se ne arricchisce, caricandosi di inquinanti che porta poi nel nostro mare e nella catena alimentare. Questo è inaccettabile – continuano dal comitato -, va sanato e va sanato a cura e carico dai responsabili».

«Il comitato per il NO all’Inceneritore di Scarlino ha seguito con i suoi iscritti le varie conferenze dei servizi che istituivano un percorso condiviso con le aziende per le bonifiche – afferma la nota -. Un percorso articolato, lungo nel tempo e complesso, su cui abbiamo talvolta espresso alcune perplessità, prima tra tutte la non totale individuazione ed eliminazione delle fonti di inquinamento. Ma lo consideravamo pur sempre qualcosa di positivo, una presa d’atto da parte delle Amministrazioni della realtà, un’ammissione di responsabilità o coinvolgimento nel processo di bonifica delle aziende, un processo virtuoso che avremmo potuto monitorare e migliorare nel tempo».

«Oggi che anche questo sembra venir meno, chiediamo ai sindaci di Scarlino e di Follonica di far sentire forte e chiaro il loro dissenso, di far valere i loro diritti e farsi interpreti della preoccupazione della cittadinanza, presso le sedi istituzionali, Regione Toscana in primo luogo, ed i parlamentari rappresentanti della Maremma, affinché portino nelle commissioni ambiente di Camera e Senato l’annosa questione delle bonifiche della piana. E’ intollerabile che la pur tardiva soluzione a quest’annosa vicenda che tante sofferenze  e danni, taluni irreparabili, ha portato ed ancora porterà a questa comunità, venga ulteriormente procrastinata. L’intera popolazione della piana di Scarlino ha già fin troppo  pagato sulla propria pelle, gli errori  e le negligenze di un’industria e di una pregressa classe politica che – conclude – hanno guardato ai propri interessi indipendentemente da ciò che accadeva alla salute dei cittadini ed all’ ambiente».

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