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Il piano lupo è una priorità, Cia: «Bene l’impegno di Remaschi»

 Il presidente Brunelli: «In ballo c’è il futuro degli allevamenti toscani e l’economia di intere aree rurali»

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GROSSETO – «Il Piano Lupo è una priorità, va approvato nel più breve tempo possibile, ne va del futuro degli allevamenti toscani e anche dell’economia di intere aree rurali, in particolare quelle montane e svantaggiate». Così il presidente della Cia Toscana Luca Brunelli commentando la lettera inviata dall’assessore all’agricoltura della Regione Toscana Marco Remaschi al ministro dell’ambiente Gianluca Galletti all’indomani del nuovo rinvio del voto sul Piano Lupo in sede di Conferenza delle Regioni. La Cia Toscana esprime pertanto apprezzamento per l’impegno della Regione Toscana e dell’assessore Remaschi nel portare avanti le istanze degli allevatori toscani esasperati dai continui attacchi dei predatori, chiedendo al tempo stesso una rapida e integrale approvazione del Piano.

«Ad un problema reale ed urgente come questo – sostiene nella lettera Remaschi – le istituzioni devono dare una risposta quanto più efficace possibile utilizzando tutti gli strumenti a disposizione come avviene in tutte le altre nazioni europee interessate da questo fenomeno. La non approvazione del piano, oppure lo stralcio di alcune delle azioni previste, equivarrebbe a ignorare quanto sta avvenendo, senza avere cura delle evoluzioni future. Si asseconderebbero magari le sensibilità di alcuni – conclude l’assessore -, ma si rappresenterebbe l’ennesima beffa nei confronti di quei piccoli allevatori, a cui chiediamo di essere custodi di un territorio senza però preoccuparsi delle loro sorti».

Il Piano Lupo, secondo la Cia, è un documento essenziale per la sopravvivenza degli allevamenti, da troppo tempo nella morsa di continui attacchi da parte di lupi, ibridi e canidi. Le aziende e gli animali da reddito devo essere tutelati al pari del lupo. «Il Piano Lupo – sottolinea ancora il presidente della Cia Toscana Luca Brunelli – non può essere in nessun modo accantonato per lasciare spazio agli interessi delle lobby animaliste e di tutti coloro che non hanno a cuore le sorti di migliaia di allevamenti ovini e bovini che ogni giorno sono minacciati dalla presenza dei predatori selvatici».

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