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Giovani Pd «A scuola associazione neofascista per parlare delle Foibe»

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GROSSETO – «Una conferenza sulle Foibe tenuta da un’associazione studentesca di ispirazione neofascista». La denuncia dell’incontro avvenuto in una scuola cittadina viene da Lorenzo Berti, segretario dei Giovani Democratici di Grosseto. «Dalla segnalazione di alcuni studenti – afferma Berti -, apprendo di una conferenza sul delicato tema storico delle foibe, per gli studenti di 4° e 5°, tenutasi sabato scorso nell’aula magna del mio caro vecchio ITC Fossombroni. E fin qua nulla di strano, gli studenti possono giovare di ulteriori approfondimenti sulla questione, vista anche la vicinanza temporale con la giornata del ricordo. Se non fosse che a tenere la suddetta conferenza sia il signor Tommaso Ceccarelli, un nome magari sconosciuto ai più: è il coordinatore regionale del Blocco Studentesco, associazione studentesca di dichiarata ispirazione neofascista e collegata a Casapound».

«Da ex studente dell’ITC e da garantista – sottolinea Berti – mi chiedo come sia stato possibile che una conferenza dai contenuti così delicati sia stata affidata ad un soggetto tutt’altro che imparziale sui temi e dal curriculum non chiaro. E ancora, la preside con il consiglio d’istituto, che si presuppone abbiano avallato l’iniziativa didattica, erano a conoscenza del ruolo politico dei relatori? E lo stesso gli studenti? Noi Giovani Democratici, annoverando anche fra gli attuali ed ex iscritti anche rappresentanti di istituto, mai ci siamo sognati di fare ingerenze politiche nelle assemblee scolastiche. A scuola si forma la cultura e ci si istruisce, in prospettiva per avere una coscienza politica indipendente. La politica deve essere un corredo presente, ma esterno e imparziale, soprattutto quando di parla di storia è fondamentale darne un’interpretazione imparziale, non faziosa. Non è nostro interesse, con queste poche righe, sollevare polemiche, ma soltanto ribadire e chiedere riscontro alle perplessità espresse dagli studenti stessi che ci hanno contattato».

Francesca Lanza, la coordinatrice della Rete degli studenti medi, afferma: «Come Rete degli Studenti Medi Grosseto, ribadiamo le perplessità esposte sia sulle modalità con cui l’attività è stata svolta sia sulla facilità con cui è stata accolta dalla segreteria e presentata agli studenti, tenendo conto delle chiare referenze politiche dell’associazione promotrice dell’evento. La conferenza, inoltre, sembra non abbia previsto l’apporto da parte degli istituti deputati, che già da anni conducono sul territorio studi di alto profilo, nonché progetti scolastici, proprio sulla complessa vicenda del confine orientale. Gli accadimenti trattati necessitano, per la loro portata storica, sociale ed etica, di un approccio articolato sotto tutti gli aspetti e di una riflessione sensibile ai profondi sconvolgimenti dell’epoca; da essa, però, non può prescindere il coinvolgimento diretto dei docenti, al fine di una comprensione a tutto tondo grazie agli strumenti forniti da chi vive il rapporto con gli studenti interessati ogni giorno. In un momento di forte precarietà, insieme di intesa e conflittualità con il panorama dell’informazione, è naturale per noi porci queste domande, affinché una tematica simile venga affrontata in modo esauriente in conformità con l’importante funzione del sapere».

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