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Attacco a CasaPound, il sindaco: «L’odio chiama odio». Condanna da Agresti e Pacella fotogallery

GROSSETO – «L’odio chiama odio». Il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna commenta così gli atti vandalici nei confronti della sede di casaPound.

«La campagna condotta in queste ultime settimane contro l’apertura in città di quella che è, lo voglio ricordare, un’associazione culturale, si è spostata stanotte dalle parole ai fatti – afferma il sindaco -. Fatti preoccupanti che, da sindaco e da uomo, mi sento di condannare fermamente. La violenza che sta dietro questo gesto, che poteva causare, se non sventato, conseguenze devastanti, è sintomo di una preoccupante deriva antidemocratica e illiberale. La città che vogliamo è una città diversa. È una città tollerante. Una città dove si respira e si pratica la libertà di pensiero».

«Mi associo alla solidarietà del nostro sindaco – afferma Claudio Pacella -. Come presidente del Consiglio comunale non posso che stigmatizzare questo vile attacco contro un consigliere comunale di Grosseto».

Anche il vicesindaco Luca Agresti ha espresso frasi di solidarietà e la propria «condanna nei confronti della violenza sempre, e in questo caso specifico contro questo ingiusto attacco, oltre alla mia solidarietà al collega in consiglio comunale Gino Tornusciolo».

«Gli amici delle bombe non sono e non saranno mai i nostri amici. Rispettiamo le idee di tutti, non rispetteremo mai coloro che vogliono sabotare il leale confronto politico – afferma Fabrizio Rossi coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia -. Un episodio che deve far riflettere. Chi si nasconde nell’ombra per agire di notte, imbrattando i muri o facendo provocazioni, o vigliaccamente vuole instillare strategie intimidatorie, merita tutta la nostra condanna. Certi atteggiamenti provocatori e anacronistici di coloro che soffiano sul fuoco, con gesti come questo, non hanno funzionato ieri e non funzioneranno mai».

E la solidarietà a Tornusciolo è arrivata anche dalla capogruppo di Forza Italia Elisabetta Ripani. «Gli atti di violenza vanno fermamente condannati poichè rappresentano l’opposto degli ideali di democrazia e di libertà. Le idee si esprimono con la dialettica, non mediante gesti incivili e vili scatenati dall’odio. Un atto deplorevole che avrebbe potuto arrecare danni a cose e persone e per il quale ci sentiamo di esprimere solidarietà al collega Gino Tornusciolo».

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