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Vigili del fuoco grossetani protestano a Montecitorio: «Non siamo un corpo di serie B»

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GROSSETO – «I vigili del fuoco sono sempre in prima linea contro ogni calamità e in difesa della sicurezza dei cittadini. Eppure il trattamento retributivo e pensionistico che ricevono rispetto agli altri corpi di Polizia è ben diverso e chi governa continua a fare orecchie da mercante e non dare mai soluzione a questo problema». Inizia così la nota di Alberto Franzi, segretario provinciale Coapo Grosseto.

«Trecento euro al mese in meno, rispetto alle già sottopagate forze di Polizia, e nessun riconoscimento dei servizi operativi ai fini pensionistici è un affronto che i pompieri del Conapo non riescono più a digerire, anche perché, dopo le tante pubbliche lodi, le risorse economiche non si trovano mai e le problematiche, non solo retributive, finiscono sempre all’ultimo posto dell’agenda politica».

Per dire basta a questo trattamento da corpo di serie B il Conapo ha organizzato per giovedì 16 una manifestazione di protesta a Roma davanti alla Camera dei Deputati che vedrà la partecipazione migliaia di pompieri in divisa provenienti da tutta Italia e non mancheranno ovviamente quelli di Grosseto che daranno il loro contributo alla protesta.

«Non possiamo tollerare oltremodo questa inaccettabile situazione anche perché non chiediamo nessun privilegio, ma solo parità di trattamento con gli altri corpi attraverso l’inserimento nel comparto sicurezza dal quale siamo rimasti, nel passato, esclusi ” fa sapere Alberto Franzi, segretario del Conapo di Grosseto che aggiunge “non c’è nessuna attenzione nemmeno per gli specialisti (Sommozzatori – ecc.) che vivono una sperequazione ancora più elevata con gli altri corpi e continui tagli».

I Vigili del fuoco, gli stessi eroi del terremoto e di Rigopiano, non sono solo i peggio pagati tra i corpi dello Stato ma, secondo la ragioneria generale dello Stato, si trovano anche agli ultimi posti nell’elenco delle retribuzioni del pubblico impiego, senza che nessuno intervenga.

«Una umiliazione che deve essere subito e totalmente sanata in occasione dei decreti di riordino delle carriere che la legge Madia ha previsto entro la fine di questo mese – ha spiegato Franzi – ecco perché abbiamo deciso di gridare il nostro malessere in piazza, chiediamo, per noi pompieri, stanziamenti maggiori ed equiparazione agli altri corpi del Comparto Sicurezza».

«Ma vi è di più – continua il segretario del Conapo – oltre all’affronto di essere i meno pagati e di non vedere mai stanziati i fondi necessari a risolvere una volta per tutte questa ingiustizia, dobbiamo anche combattere la poca attenzione del Ministero dell’Interno e degli altri sindacati che rappresentano anche i normali impiegati pubblici, i quali, ogni volta che si riesce a spuntare una qualche minima risorsa aggiuntiva che il Governo stanzia per i Vigili del Fuoco, pretendono di distribuirla anche a chi Vigile del Fuoco non è, a chi sta dietro una scrivania, ritardando ulteriormente il processo di equiparazione agli altri corpi del Comparto Sicurezza».

«Aspettiamo da troppo tempo – conclude Franzi – di avere un rilancio autentico dei Vigili del Fuoco e la meritata valorizzazione del personale in divisa che è il vero patrimonio di abnegazione ed esperienza del Corpo Nazionale e che grazie alla passione e al sacrificio individuale rappresenta una delle eccellenze del Paese. Servono anche ulteriori assunzioni per coprire la grave carenza di organico di 3 mila pompieri che mancano dai 32 mila previsti a livello nazionale considerando anche che il personale in servizio ha un età media troppo elevata, di 48 anni, causata dai tagli alle assunzioni. Per questo ci aspettiamo la solidarietà e il sostegno, del Governo, dei Ministri Minniti e Madia, delle Istituzioni, delle forze politiche , dei mezzi di informazione e dei cittadini».

Il Conapo fa sapere che attraverso il proprio segretario generale Antonio Brizzi ha lanciato anche un appello agli altri sindacati affinché escano dal silenzio in questo cruciale momento di protesta e si uniscano alle importanti battaglie per la parità di trattamento con gli altri corpi.

«Mai più trattati come un corpo di serie B sarà lo slogan della protesta di Roma affinché in questo momento storico in cui la legge Madia impone riforme del nostro corpo i pompieri non vengano ancora una volta delusi».

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