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La missione dell’assessore Rossi: «Dieci giorni per riprenderci lo Zecchini. Grosseto merita altro» video

GROSSETO – “Ribadiamo l’assoluta e ferma volontà di rientrare in possesso delle chiavi di casa nostra, del nostro stadio. Già da agosto volevamo riprendere possesso dell’impianto, quando li abbiamo diffidati dal pagare non soltanto i campi ma anche di restituirci le chiavi. Purtroppo i tempi si sono allungati quando siamo stati costretti ad andare davanti al Tribunale, il quale ci ha dato assolutamente ragione su tutte le nostre richieste. Stiamo aspettando i tempi tecnici perché nonostante sia stato intimato alla società di rilasciare l’immobile perché non c’è stato un adempimento spontaneo da parte dell’Fc Grosseto”.

Fabrizio Rossi

Per l’assessore comunale allo sport, Fabrizio Rossi, è giunta l’ora di mettere la parola fine sulla querelle tra l’amministrazione comunale e l’Fc Grosseto. Ora, per l’ente, l’obiettivo è chiaro e l’assessore non lo nasconde: chiudere la partita e ripartire.

Quali sono i tempi tecnici e cosa succederà una volta esaurita questa attesa?

“L’avvocato del Comune di Grosseto ha già notificato il provvedimento con la formula esecutiva e l’atto di precetto. Passeranno quindi almeno una decina di giorni (da quando è stato notificato l’atto, ovvero da venerdì scorso, ndr) nella speranza che da subito l’Fc Grosseto riconsegni le chiavi, cosa che sono sicuro non farà. A quel punto affideremo tutto agli ufficiali giudiziari ed eventualmente alla forza pubblica, perché non possiamo ovviamente aspettare oltre. Io ho visto delle foto che mi hanno veramente impressionato, quelle del nostro campo tenuto malissimo. Ingiallito. Un campo di patate, non un campo da calcio. Sarebbe bello se ci fosse buonsenso da parte della società che dopo aver rovinato la stagione sportiva ai grossetani mi auguro non rovini anche il nostro impianto”.

Come assessore adesso si occupa della gestione della cosa pubblica, ma per tanti anni è stato dall’altra parte, seduto in curva o in tribuna. Che effetto le fa vedere questa situazione da amministratore e da tifoso?

“E’ una sensazione di grande rammarico e di profondo sconforto dover apprendere dai giornali che la società ha querelato i tifosi, con i Daspo che sono arrivati ai supporter. E’ una situazione veramente surreale, non avrei mai creduto che potesse finire così. Ma è la fine di una società, non certo del nostro blasone, della reputazione della città e dell’amministrazione che da subito, da quando è entrata, ha dato grandi segnali di disponibilità. Questo al contrario non ha fatto l’Fc Grosseto con i suoi comportamenti. Noi però andiamo avanti, perché ci attendono grandi appuntamenti come gli Europei juniores di atletica. Non aspetto davvero altro che riprendere possesso del nostro impianto che si appresta a ospitare eventi importanti”.

Cosa può riservare il futuro agli appassionati di calcio grossetani?

“Credo che l’auspicio di tutti, della nostra gente, e di coloro i quali vogliono bene alla squadra, è di vedere il Grifone artigliare avversari ben più degni di quelli affrontati in questo campionato, soprattutto con questi livelli sportivi pessimi. Mi auguro che davvero ci possa essere una rivoluzione, una rivoluzione positiva che parta dal basso, dalla partecipazione, dai tifosi. Che possa far tornare anche i grossetani a seguire la propria squadra. Anche quest’anno ci sono state presenze allo stadio davvero basse e quindi non posso che augurarmi una città che si risveglia, che si risveglia con una nuova società, con un Comune che la sostiene e con tifosi che amano sempre di più questi colori”.

Dopo un salto in avanti, uno all’indietro. La storia del Grosseto Calcio è piena di tanti momenti difficili, tante gestioni societarie controverse. Perfino Camilli che dopo aver fatto tante cose buone ha lasciato in un modo che è stato difficile da superare. Perché il calcio a Grosseto soffre così tanto?

“E’ complicato dare una risposta. Il calcio a Grosseto ha avuto dei grandi numeri quando ha avuto accanto imprenditori seri, come appunto Camilli che ci ha portato a dei livelli mai visti prima in una storia centenaria. E’ chiaro che poi, finita quell’era, abbiamo dovuto ricominciare e forse è stato troppo improvvido affidare a questa società le sorti sportive della città. Ma la situazione è questa, noi ne prendiamo atto, ma cerchiamo anche di risollevarci. Speriamo davvero con ottimismo di affrontare un altro tipo di stagione sportiva, quella che daremo con forza alla città con una nuova società che rappresenti degnamente il nostro blasone”.

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