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Foibe, sfregiata la commemorazione: strappati e gettati a terra i fiori dei caduti fotogallery

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GROSSETO – Una macchia sull’iniziativa di commemorazione delle vittime delle foibe. Una macchia e un’offesa ai caduti messa a segno da ignoti. Qualcuno ha infatti strappato i fiori che i rappresentanti dell’associazione La Deceris avevano posto al monumento ai caduti sulle Mura, al bastione della Rimembranza.

«A seguito del corteo silenzioso, terminato nel piazzale della Rimembranza, – scrivono dalla Deceris – è stato deposto un mazzo di fiori sul monumento. Quei fiori però, piccolo contributo alla memoria di un dramma nazionale, sono stati meschinamente strappati e lanciati sul selciato».

«Ecco che, dopo 70 anni, al dramma di quel barbaro eccidio si aggiunge ancora quello altrettanto incivile ed impietoso del negazionismo. Una larga parte d’Italia tutt’oggi fatica ad accettare quella che fu la vera tragedia delle foibe. Ne hanno dato fresca dimostrazione il Presidente della Repubblica Mattarella e quasi tutte le autorità, disertando le commemorazioni alle foibe di Basovizza nel Giorno del Ricordo».

«Nel caso specifico del genocidio delle foibe ai danni degli italiani istriani, giuliani e dalmati, è assurdo che ci sia chi, ancora oggi, prende le distanze dalla verità. Le testimonianze dirette dei superstiti di quelle atrocità parlano chiaro e raccontano una verità ben diversa da quella scritta dai vincitori di allora».

«Anche a Grosseto quindi, neanche 24 ore dopo la cerimonia, qualche vile sostenitore del negazionismo più infame si è sfogato col più vigliacco dei gesti, dissacrando così la memoria di quegli italiani, vittime della crudeltà partigiana. Indipendentemente da come la si pensi, la mancanza di rispetto verso i morti è sempre da condannare».

«Gesti codardi ed esecrabili, come quello di strappare i fiori di commemorazione, sono tuttavia legittimati da alcuni esponenti di partito locali, sui quali cade inevitabilmente la responsabilità politica dell’esempio che danno ai propri sostenitori. Responsabilità che passa anche attraverso i social. Non sono passati inosservati i commenti sui vari profili Facebook, nei quali, inneggiando da giorni alle gesta dei partigiani jugoslavi, hanno evidentemente istigato ed ispirato azioni infami come quella che è stata compiuta ieri verso la memoria dei nostri martiri».

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