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Rivoluzione tariffe: cambia il sistema senza aumenti. «Puntiamo sulle famiglie»

GROSSETO – Al via la rivoluzione tariffaria nei servizi educativi: dall’anno 2017-2018 sarà in vigore il nuovo sistema, completamente rivisto, che punta all’equità e alla semplificazione.

“Efficentamento e omogenizzazione sono stati i criteri cui ci siamo ispirati per questa riforma che rimodula profondamente tutto il sistema – commenta Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto -: tra le novità più importante la cancellazione dell’adeguamento automatico al costo della vita, il raddoppiamento della riduzione a partire già dal secondo figlio e l’aumento della riduzione per più figli ai nidi e alle scuole dell’infanzia.”

Ecco alcune delle novità introdotte. Nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, è stata soppressa la fascia minima di 4 ore, che aveva costi elevati ed uno scarso utilizzo da parte degli utenti, mentre rimangono le fasce da 6 ed 8 ore. La fascia di reddito fino 5mila, inoltre, pagherà una retta mensile, comprensiva del pasto, da 15 a 25 euro, a seconda della permanenza. Nel caso che la famiglia, però, sia in carico ai servizi sociali, l’esenzione è totale.

“Vogliamo garantire l’accesso per bisogno familiare – commenta Chiara Veltroni, assessore ai Servizi educativi – e le tariffe delle rette saranno stabilite in base all’Isee, introducendo, però, indicatori e controlli per evitare spiacevoli episodi in cui non viene garantita l’equità fiscale. Le piccole variazioni che il nuovo sistema introduce vanno nell’ottica del rendere omogenea quella che fino a poco tempo fa era una vera e propria giungla tariffaria, priva di criteri logici.”

Parificato anche il sistema di scaglionamento per tutti i servizi: armonizzata la fascia altissima, che prima variava a seconda del servizio e che adesso è stata uniformata oltre i 34mila di dichiarazione Isee. Armonizzati anche gli scaglioni di reddito per i servizi nei nidi e nelle scuole d’infanzia, prima scansionati a fasce di 500 euro e adesso a mille euro, per evitare oscillazioni annuali.

Stesso principio applicato agli scaglioni per i servizi di mensa e trasporto: evitata la rarefazione causata dalla ripartizione reddituale ogni mille euro ed introdotto il correttivo dell’indicatore di benessere. Sempre sul criterio della omogeneità e equità, è stata introdotta la parificazione della riduzione a partire dal secondo figlio al 20 per cento; stesso discorso per i pregressi e variegatissimi sconti sui nidi e infanzia, la cui ampia casistica è stata ridotta ad una sola: dal secondo figlio in poi 30 per cento di sconto. Altra novità nelle assenza per malattia negli asili comunali: gli sconti arriveranno al 50 per cento in caso di superamento di 60 giorni continuativi.

“Non abbiamo operato sugli importi, ma sul sistema – spiega Giacomo Cerboni, assessore al Bilancio applicando una logica proporzionalità nella tariffazione e non lasciando tutto al sentimento dell’assessore di turno. Abbiamo operato una simulazione applicando le nuove tabelle agli iscritti dello scorso anno ed il risultato è che per la maggior parte delle famiglie non ci saranno variazioni ma, in molti, casi, significativi miglioramenti. Discorso diverso sul servizio di trasporto scolastico, dove la media di incremento è tra i 15 ed i 20 euro annui, a fronte di una compartecipazione del Comune di circa l’85 per cento”.

Quanto costano i servizi educativi – Al Comune di Grosseto i servizi educativi impegnano circa 4 milioni di euro. Di questi 2.800.000 euro sono riservati alla refezione, mentre 520 mila euro per il trasporto. Le tariffe intervengono per il servizio mensa con un totale di 1.700.000 euro, mentre per il trasporto il contributo che arriva dalle famiglie è di 70 mila euro.


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