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Gino Tornusciolo a Montecitorio per ricordare le vittime delle Foibe

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ROMA – «Più di qualsiasi altra, la storia delle Foibe dalmate, istriane e fiumane, è caduta vergognosamente in decenni di oblio e di indifferenza». Il consigliere comunale Gino Tornusciolo, presidente della Deceris, è andato a Roma a Palazzo Montecitorio per partecipare alla commemorazione delle Foibe.

«Da pochi anni a questa parte, in una presa di coscienza comune, si sta risvegliando in tutta la nazione la volontà di riportare alla luce una verità da sempre considerata troppo scomoda – prosegue Turnusciolo -. Alle vittime innocenti, trucidate e dimenticate, in questa giornata si restituisce quella dignità che gli fu barbaramente sottratta, insieme alla vita stessa, per la sola colpa di essere italiani. Anche la Deceris, che fin dalla sua fondazione si occupa anche di promuovere iniziative importanti affinché il massacro delle Foibe venga ricordato da tutti, anche quest’anno ha organizzato una conferenza ed un corteo (domenica 12 febbraio, ndr) per onorare la memoria dei nostri caduti».

«Come presidente della Deceris, insieme a Massimiliano Fabbri, referente provinciale dell’A.N.V.G.D. (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia), sono stato invitato dal presidente nazionale di FederEsuli Antonio Ballarin, a partecipare alla commemorazione di rito a Palazzo Montecitorio. È stato un grande onore per me oggi, nel Giorno del Ricordo, aver reso omaggio alla memoria dei nostri connazionali caduti, nel Palazzo che rappresenta lo Stato di questo Paese – continua -. Sono rimasto profondamente colpito dagli interventi dei numerosi relatori della cerimonia. Soprattutto dalle parole piene di orgoglio di Antonio Ballarin, che hanno ben evidenziato colpe e colpevoli di questa tragedia».

«Inopportune e assurde invece, le esternazioni del presidente della Camera Laura Boldrini, la quale ha preso finalmente coscienza che i sentimenti negazionisti non sono più in linea con i sentimenti del popolo italiano, salvo poi, dimenticarsi l’oggetto della commemorazione, e indirizzare l’attenzione su quella che per lei è sempre stata un’ossessione personale. Ha parlato di dittatura fascista, di globalizzazione, del superamento dei nazionalismi, dimenticandosi però che eravamo lì, tutti, a rendere onore a quelle migliaia di italiani innocenti, vittime di una vera e propria pulizia etnica, perseguitati, torturati e uccisi, anche a guerra finita, o depredati dei propri averi e della propria terra, in fuga da un regime feroce e sanguinario, e – conclude – relegati in campi profughi».

 

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