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Monticello Amiata, Franci non parteciperà al dibattito: «Da parte nostra nessuno “shopping”»

MONTICELLO AMIATA – È una lunga lettera quella scritta dal sindaco di Grosseto Claudio Franci ai cittadini di Monticello Amiata. Una lettera che prende le mosse dalla polemica scatenatasi dopo l’incontro di alcuni giorni fa avvenuto proprio nella frazione del comune di Cinigiano per parlare del futuro del borgo.

«Una settimana fa il dottor Barbagli venne ad incontrarmi per informarmi che i cittadini di Monticello avrebbero avuto il piacere di incontrare il sindaco di Arcidosso, Castel del Piano, Civitella Paganico e, indubbiamente, il sindaco del vostro Comune, Romina Sani, per parlare del destino dei nostri territori – afferma Franci -. A quella richiesta ho dato la mia disponibilità. Dopo una settimana registro polemiche, non pressioni, indisponibilità e cambi degli oratori che dovrebbero partecipare al dibattito. Più che un confronto sul futuro dei nostri territori mi sembra una confusione che non aiuta un dibattito costruttivo, e, quindi, declino l’invito».

«Colgo l’opportunità, però, di queste poche righe per rappresentarvi ciò che avrei detto qualora avessi partecipato al dibattito – precisa Franci -. Sulle fusioni e sulle unioni il confronto è aperto nel paese e anche nel nostro territorio. L’Unione dei comuni dell’Amiata, della quale il comune di Cinigiano ha fatto parte sino alla fine del 2015, ha saputo, seppur in mezzo a difficoltà oggettive, garantire servizi fondamentali ed importanti per tutti, penso al SUAP, al diritto allo studio ed alla scuola, alla protezione civile, al vincolo idrogeologico, alla Polizia municipale, all’avvio delle procedure di coordinamento degli strumenti urbanistici, alla gestione dei tributi, per tanti anni ha garantito la gestione delle risorse in campo agricolo e forestale. Così come ha mancato aspettative ed obiettivi».

«Dentro questo percorso il Comune di Cinigiano ha fatto la sua parte nel bene e nel male beneficiando delle opportunità che insieme, nel corso del tempo, abbiamo saputo cogliere e ha provato lo scotto, come tutti noi, delle difficoltà che abbiamo incontrato. E’ avviata oggi una riorganizzazione della nostra Unione, che tende a ridefinire nuovi obiettivi e consolidare i risultati positivi raggiunti – continua -. Anche le fusioni fra Comuni sono oggetto di discussioni appassionate, io credo debbano avvenire nell’ambito di percorsi chiari e trasparenti e debbano avverarsi ed inverarsi prima di tutto attraverso la convinzione delle popolazioni coinvolte. È in questo contesto e con questo spirito che il Comune di Castel del Piano è aperto al confronto con il territorio che lo circonda. Non potrebbe che essere così».

«Ed infatti, quanti sono i motivi che ci impongono di guardare insieme a ciò che dobbiamo costruire, oltre le storie del passato, che, comunque, costituiscono il presente e ci proiettano nel futuro? Provo ad elencarne alcune che ritengo prioritarie e non riguardano solo il sistema di appartenenza alla montagna. Due aree industriali che per scelte comuni sono diventate tutt’uno: Orcia 1 e Borgo S. Rita ed hanno consentito ad entrambi di dare valore ad uno sviluppo industriale importante; il sistema delle produzioni di qualità (Doc, Docg, Dop) che interconnettono i nostri territori dal castagno, all’olio, al vino e ci spingono ad un rapporto sempre più dialettico e collaborativo con le realtà al di là dell’Orcia. Ci sono sfide che insieme dovremo governare, due riguardano l’assetto del territorio – scrive Franci -: il governo del sistema fluviale dell’Orcia e dell’Ombrone e la definizione di una proposta comune in grado di salvaguardare gli assi portanti del nostro sviluppo (turismo di qualità, enogastronomia…). La scelta da compiere definitivamente è la non idoneità dei nostri territori ad ospitare impianti geotermici siano essi ad alta o media entalpia».

«L’altra sfida che ci riguarda è quella dei sistemi infrastrutturali a partire dall’estensione della banda larga a 100 Mbyte che, quantomeno, deve unire le due aree industriali Orcia 1 e S. Rita e che è ormai è in fase di completamento nel Comune di Castel del Piano e ultimo, ma non per importanza, l’ammodernamento della strada del Cipressino che rimane la nostra priorità. Oltre la storia passata, è in questo contesto che noi vorremmo affrontare il dibattito futuro sugli obiettivi che uniscono le esigenze della nostra Comunità e gli assetti istituzionali da costruire. E’ in questo contesto che, a mio avviso, si colloca il futuro di Monticello Amiata e della nostra realtà fra la montagna e la Maremma, il resto della Toscana e dell’Europa».

«Questo ragionamento non contempla nessuno “shopping”. I Cittadini di Monticello debbono decidere serenamente il loro futuro nei percorsi istituzionali previsti dalla legge nell’ambito dell’istituzione comunale alla quale appartengono ed insieme ad esse penso possano ridefinire la propria identità futura. Come sempre ho fatto guardando con attenzione al territorio, auguro a voi Cittadini di Monticello di saper orientare la vostra discussione nell’ambito dei percorsi istituzionali che rendano praticabili le vostre decisioni ed auguro a tutti noi buon lavoro». Conclude Franci.

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