Quando il cinema crocifisse Gesù a Roccastrada: ecco la storia del film Barabba

ROCCASTRADA – “Il film che comincia dove gli altri finiscono”. Inizia così il trailer di Barabba, il film del 1961 diretto da Richard Fleischer, incentrato sulla vita del ladrone che fu salvato dal popolo condannando Gesù alla crocifissione.

Film Barabba

E proprio la scena dalla quale ha inizio il film, quella della crocifissione, fu girata a Roccastrada. La produzione decise di girare il film a Cinecittà, ma il regista per la scena della crocifissione spostò il set in Maremma in concomitanza dell’eclissi totale di sole del 15 febbraio.  A segnalarci la pellicola è stato Fernando Santoni che ha curato anche la raccolta di foto storiche del set allestito per il film.

Film Barabba

La trama del film – Ecco come Wikipedia ci racconta il film. Il bandito Barabba viene liberato fortunosamente a scapito di Gesù finito innocente sulla croce. Dopo aver commesso altri crimini Barabba viene condannato (sempre da Ponzio Pilato) al lavoro forzato in una miniera di sale e zolfo della Sicilia.

Creduto morto in seguito ad un terremoto, arriva a Roma dove in seguito diventa gladiatore e conosce un altro schiavo diventato cristiano. Mediante lui si avvicinerà ai seguaci della dottrina – conoscendo anche San Pietro – e, combattuto nell’animo dai principi morali del Cristianesimo, sarà costretto ad uccidere nel Colosseo, davanti a Nerone, un centurionegladiatore che tempo prima l’aveva schernito dopo avergli ucciso un amico correligionario. Poco tempo dopo, scoppia l’incendio di Roma, e Barabba viene incarcerato come incendiario e cristiano. Morirà in croce, come Gesù che mai ha dimenticato.

In basso il video che racconta i giorni delle riprese a Roccastrada nel 1961 con le foto di scena.



A questo LINK il servizio televisivo dell’epoca.

Continua così il nostro viaggio alla ricerca dei film del passato che sono stati girati in provincia di Grosseto e che raccontano com’era la nostra terra tanti anni fa. se volete anche voi segnalarci una pellicola che ricordate potete scriverci a redazione@ilgiunco.net.

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