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Sabatini «Con il referendum i cittadini hanno scelto: torniamo ad una Provincia elettiva»

GROSSETO – «Nonostante il recente referendum costituzionale abbia fatto emergere chiaramente la richiesta dei cittadini di partecipare, e di essere democraticamente rappresentati, il prossimo 8 gennaio a Grosseto, come in quasi tutta Italia si svolgeranno, a causa di una legge folle che prende nome dal Ministro Del Rio, le elezioni del presidente della Provincia e del consiglio provinciale». Marco Sabatini, di Sinistra italiana, interviene sulle prossime elezioni della Provincia.

«Peccato che a votare saranno solo pochissimi “eletti”. I cittadini, come da un paio di anni a questa parte – prosegue Sabatini -, saranno solo spettatori e non avranno voce in capitolo su chi dovrà decidere per loro su temi importanti. Per citarne alcuni: pianificazione territoriale, tutela e valorizzazione dell’ambiente, pianificazione dei servizi di trasporto, gestione delle strade provinciali, programmazione provinciale della rete scolastica, gestione dell’edilizia scolastica».

«A recarsi “alle urne” saranno solo i consiglieri comunali ed i sindaci, un metodo insomma “poco” democratico seppur fortemente voluto anche dal Partito Democratico – sottolinea il rappresentante di Sinistra italiana -. Come noto questa forma di elezione indiretta e soprattutto lo stravolgimento avvenuto attorno alle Province non solo non ha fatto risparmiare praticamente nulla alle casse dello Stato ma, per province non metropolitane composte da piccoli comuni come la nostra, ha rappresentato un limite per il coordinamento delle scelte di politica economica del territorio. Sarà un caso ma negli ultimi due anni la Provincia di Grosseto è sprofondata di 31 posizioni rispetto alla classifica sulla Qualità della Vita de il Sole 24ore ed in generale mentre le province italiane capoluogo di regione avanzano quasi tutte in questa classifica o al massimo perdono pochissime posizioni, i territori “periferici” simili al nostro indietreggiano clamorosamente».

«Sarebbe quindi necessario rivedere le scelte fatte sulle Province. E’ possibile infatti contenere costi, sprechi e “poltrone” di questi enti senza rinunciare alla rappresentanza democratica ed alla possibilità che territori come il nostro non siano abbandonati a se stessi senza una visione per il futuro. Al tempo stesso un intervento normativo sarebbe opportuno vista anche la situazione dei dipendenti delle province che da troppo tempo vivono nell’incertezza e nell’impossibilità di esprimere le proprie professionalità.
E’ per queste ragioni e soprattutto per la chiara indicazione proveniente dal Referendum Costituzionale che non ci sarà nessuna lista di Sinistra alle elezioni provinciali ed è per queste ragioni – conclude Sabatini – che il Governo ed il Parlamento dovrebbero rivedere la falsata della legge Del Rio».

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