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Mabro, firmato il decreto di fallimento: «Il commissario dica cosa è andato storto» fotogallery

GROSSETO – Il giudice ha firmato il decreto di fallimento per la ex Mabro: «Nessuna strada era più percorribile». È il commento amaro di Furio Santini, della Cgil. «Stamani il commissario Paolo Coscione ha relazionato davanti al giudice che tutte le strade percorse non avevano portato a nulla di concreto e il giudice ha dovuto firmare il decreto».

«Non abbiamo lasciato intentata nessuna strada – prosegue Santini – si è fatto di tutto per portare in fondo questa vicenda, ma non c’è stato nulla da fare». Quando già c’era l’offerta del gruppo cinese era giunta anche quella del gruppo Pacenti, che aveva raffreddato l’interesse dei cinesi. Poi però Pacenti non ha prodotto i documenti necessari per l’acquisizione, e non è stato possibile ricucire lo strappo con i cinesi.

«Adesso – precisa Santini – si lavora perché i circa 180 dipendenti possano accedere alla mobilità entro il 30 dicembre e possano accedere a questo piccolo paracadute prima di gennaio visto che dal primo non ci sarà più. Sarebbe bene, visto che Coscione, in consiglio comunale, in pompa magna aveva detto che tutto era risolto, che il commissario ritornasse nella stessa sede per spiegare cosa è andato storto».

«Coscione era stato nominato dal Ministero e aveva carta bianca, quando dice che ci sono state interferenze dovrebbe spiegare cosa intende – precisa Fabio Della Spora della Cisl –. Anche la sua scelta di interloquire più con l’amministrazione che con i sindacati p stata insolita. Per carità, una scelta legittima, ci mancherebbe, ma sino ad ora questa era una vicenda sindacale. Ora, solo ora, è diventata una vicenda sociale, visto che ci sono 200 famiglie senza stipendio di cui l’amministrazione si dovrà far carico per tentare di ricollocarle».

«La notizia del fallimento dell’ex Mabro è una notizia terribile per tutta la città di Grosseto – afferma il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna -: la mia vicinanza a tutte quelle persone che ormai sono conosciute come le Vestaglie azzurre è reale e il mio dolore sentito. La firma apposta ieri in Confindustria, però, dà garanzie ai lavoratori sulla loro mobilità. Come Amministrazione saremo vigili sugli sviluppi futuri della vicenda, che ovviamente non finisce qui. Adesso quello che possiamo fare, fin dalla ripresa delle attività dopo l’epifania, è avere fiducia nell’operato del Tribunale. Oggi finisce un pezzo importante della storia e dell’identità di Grosseto, l’ultima realtà produttiva della Maremma. L’augurio che possiamo fare ai lavoratori e alla città tutta è che ci possa essere un futuro, diverso ma non meno importante».

«Il Comune ha assistito dall’esterno a questa vicenda, impegnandosi oltre le proprie prerogative e avendo a cuore, come unico obbiettivo, la dignità dei lavoratori – prosegueRiccardo Ginanneschi, assessore alle Politiche produttive -. Non è stato possibile nessun tipo di intervento diretto o diverso da quello che abbiamo portato avanti: l’Amministrazione, infatti, non ha strumenti né competenze per poter essere protagonista attivo all’interno della Prodi Bis. Siamo sempre stati resi partecipi di tutto ciò che accadeva da parte del commissario Coscione, che si è impegnato massimamente per cercare di concludere una trattativa che potesse mettere in salvo l’azienda. Così purtroppo non è stato. Quello che rimane è una grande amarezza e la volontà di sostenere, in ogni modo che ci sarà possibile, tutti i lavoratori».

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