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Sos Geotermia «La Regione faccia i propri studi, ma chiuda le centrali per precauzione»

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AMIATA – «Ars e Arpat, nonostante tutti gli sforzi, nei monitoraggi e negli studi pubblicati fino ad oggi non hanno potuto tacere di fronte alle tonnellate di inquinanti emesse dalle centrali Enel e all’aumento “statisticamente significativo” della mortalità ed altre patologie causate anche dalle emissioni geotermiche». A intervenire è Sos Geotermia NoGESI. «Dopo lo Studio epidemiologico del CNR del 2010, rivisto nel 2012 e confermato nei contenuti nel 2015, oggi l’assessora Fratoni ci viene a raccontare che quello non è abbastanza “solido” per cui azzeriamo tutto e ricominciamo daccapo con un nuovo studio per fare “un salto di qualità dal punto di vista metodologico rispetto alle analisi descrittive raccolte nel report del 2010”, e anche “ARS non ritiene ragionevole l’aggiornamento dell’allegato 6, che costituirebbe al contrario un passo indietro nel percorso di studi che si sta portando avanti”».

«Traducendo – prosegue Sos Geotermia -: lo studio epidemiologico sul quale abbiamo lavorato per più d’una decina d’anni (a spese nostre, peraltro) non vale più, è superato, quindi non possiamo e non vogliamo aggiornare i dati di mortalità, ma fra 10/15 anni anni vedrete finalmente i risultati. Ribadiamo che l’allegato 6 è l’unica parte dello Studio CRN che mette in relazione concentrazioni crescenti di inquinanti misurate sui luoghi dell’Amiata con le quantità di malattie mortali contate sugli stessi luoghi, per cui solo se viene migliorato mantenendo l’analisi della stessa correlazione è accettabile, non cancellando decenni di studi».

«Quanto ai dati sulle emissioni in aria è vero che con nuove tecniche sono teoricamente possibili forti abbattimenti – continua il comitato – ma: 1) tali tecniche non incidono su tutte le emissioni inquinanti e tossiche come arsenico, boro, radon, ecc. e sull’effetto cumulativo, di cui era stato promesso uno studio ; 2) per la sola ammoniaca i dati di ARPAT (Marzo 2015) forniscono valori di 38,5 kg/h (Bagnore 3) e 51.1 kg/h (Bagnore 4), quindi più del triplo, cioè 89,6 kg/h contro i 25 kg/h, di quelli riportati dall’assessora Fratoni per le sole centrali di Santa Fiora (ma non di tutta l’Amiata), che significano 785.000 kg all’anno e un costo sanitario annuo aggiuntivo, stimato dalla CEE (Report Cafe) pari a più di 16 milioni di euro/anno!! (a titolo didattico, comunque anche i 25 kg/h dell’assessora Fratoni ammonterebbero comunque a 219.000 kg all’anno con un costo sanitario annuo, secondo gli stessi parametri, pari a 4 ,5 milioni di euro/anno); 3) i dati degli anni passati da noi usati per il 2007 e 2010 hanno prodotto comunque morti aggiuntive, che dovevano e potevano essere evitati; 4) noi abbiamo riportato dati prodotti in studi molto autorevoli, pubblicati e validati dalla comunità scientifica internazionale e, se ARS e ARPAT vogliono contestarli, che pubblichino anche loro sulle stesse riviste e si espongano alla verifica scientifica, invece che presentare promesse a futura memoria».

«Se invece l’assessora Fratoni vuole davvero verificare e approfondire quanto emerso da oltre 15 anni di studi e ricerche, lo faccia pure e sarà  anche condivisibile, ma riconosca, se non i danni, almeno i rischi accertati dagli studi precedenti – conclude Sos geotermia – e fermi le centrali in base al principio di precauzione con una moratoria generale fino ai risultati dei nuovi studi. Il resto sono chiacchiere».

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