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Oltre 20 mila pasti serviti dalla Caritas nel 2015: in maggioranza sono donne e italiani

FOLLONICA – Alla mensa cittadina di Follonica nel 2015 sono stati serviti 20.189 pasti. Ormai dal 2011, la mensa subisce una crescita di presenze giornaliere, anche se nel 2015 il numero si è stabilizzato rispetto all’anno precedente.

In generale restano stabili i numeri delle povertà sebbene con dimensioni significative, è quanto emerge dal rapporto annuale Povertà della Diocesi Massa Marittima – Piombino con riferimento all’anno 2015. Il rapporto, presentato da Lionello Ridi direttore Caritas diocesana di Massa Marittima e Piombino e Sergio Pieri responsabile del coordinamento Opere caritative, è frutto dell’analisi dei dati e delle esperienze quotidiane delle Caritas diocesane operanti sul territorio che svolgono attività di centri d’ascolto, di accoglienza, di distribuzione e mensa.

Riassumendo si può affermare che rispetto al 2014 non ci sono stati grandi cambiamenti del numero di persone che si rivolgono ai centri di assistenza, mentre aumenta il numero d’incontri, visite e conseguenti interventi. Come valutazione generale si percepisce un aumento della sofferenza delle famiglie italiane con figli, là dove la crisi di alcuni settori in aree più a rischio non hanno consentito una ripresa economica efficace. Rimane confermata la maggiore presenza femminile, dovuta al fatto dell’incidenza negativa che pongono certe situazioni familiari legate a separazioni, divorzi o stati vedovili. In termini assoluti si può rilevare dai dati raccolti che persiste una forte incidenza di povertà legata al problema abitativo e del lavoro.

L’identikit dell’utente medio in base ai dati raccolti si presenta con un’età tra 21 e 30 anni di età (30,48 %), italiano (55,83%), di sesso femminile (55,01%), coniugato/a (52,04%), disoccupato/a (53,98%), in cerca di viveri (50,56%) e sussidi economici (47,2%)

Nel territorio comprensoriale di Follonica gli interventi per aiutare le persone più bisognose nel 2015 sono stati numerosi: 223 le persone che hanno beneficiato di pacchi viveri bimestrali, per un totale di 2699 pacchi, di cui 131 famiglie italiane e 92 famiglie straniere.

1482 sono state le presenze totali presso l’ex Colonia Marina tra ottobre 2015 e aprile 2016 nel quadro del progetto “Povertà estreme-emergenza freddo”, oltre 800 le presenze presso il centro di distribuzione vestiario.

Inoltre sono stati centinaia gli interventi concreti per sostenere situazioni di disagio economico o emergenze abitative.

Per quanto riguarda il centro di ascolto sono state 240 le persone, di cui 46 per la prima volta, che si sono rivolti al CdA, 146 femmine e 94 maschi. 135 sono stati cittadini italiani, 105 quelli stranieri. Questi numeri confermano il trend già registrato negli anni passati; sono maggiori le donne che si rivolgono alla Caritas e più italiani che stranieri. La presenza degli italiani fra i poveri assistiti resta quindi in prevalenza.

Da due anni, infatti, sono diminuiti notevolmente gli stranieri che si rivolgono al CdA. Il coordinamento interparrocchiale lo attribuisce alla crisi economica che negli ultimi anni ha portato a una diminuzione di stranieri in cerca di lavoro in Italia.

Le problematiche che spingono le persone a rivolgersi al CdA sono spesso multidimensionali. Le più rilevanti derivano dall’indigenza economica, tra cui la disoccupazione e la ricerca di un alloggio, ma anche situazioni di salute o disagi familiari riguardanti in particolare donne e minori.

Il dato positivo è che, rispetto all’anno precedente, si è verificato un lieve calo nelle presenze, probabilmente a causa di una migliore collaborazione con i servizi sociali del Comune e dell’Asl cui le persone che ne hanno i requisiti sono accompagnate in modo da poter usufruire dei sostegni istituzionali a cui hanno il diritto. Dall’altra parte è aumentato il numero dei contatti, cioè il numero di volte in cui le persone bisognose si presentano al centro e gli interventi per ogni persona assistita.

Per quanto riguarda la composizione familiare, sono soprattutto famiglie con figli a carico che chiedono assistenza, poi minori, disabili o malati, maggiorenni senza lavoro ma anche un numero discreto di persone che non riescono a fare fronte alle proprie necessità quotidiane, tra cui soprattutto i pensionati tra i 60 e i 70 anni d’età.

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