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Dislessia, a Grosseto la testimonianza di Martina con il progetto “My story”

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GROSSETO – Nuovo appuntamento della sezione grossetana dell’Associazione italiana dislessia che ha organizzato un evento presso il polo Bianciardi in piazza De Maria per sabato 26 novembre dalle 18 alle 20. L’evento sarà gratuito grazie al fondo raccolto con l’evento Danza per la dislessia, organizzato al teatro Moderno di Grosseto, con la direzione artistica della Gloria Mazzi.

«Martina Ferrari ha 25 anni e vive a Milano – racconta Lucia Brunelli presidente AID sezione Grosseto -. Ha scoperto il suo disturbo specifico dell’apprendimento già dalla quarta elementare, grazie all’attenzione di una brava maestra. Si è laureata in scienze dell’educazione all’Ateneo “Bicocca” di Milano. Con altri ragazzi che, come lei, hanno vissuto questa esperienza, ha lanciato il “My Story”, un progetto, nato in AID qualche anno fa da un gruppo di giovani con l’obiettivo di dare voce ai ragazzi con DSA diffondendo un messaggio positivo attraverso incontri per portare la propria testimonianza, realizzati in diverse Regioni d’Italia. Non è facile per loro raccontarsi ma la testimonianza diretta è estremamente importante e costituisce un passo fondamentale soprattutto per coloro che hanno scoperto da poco la propria dislessia».

«Martina è l’esempio di chi non si arrende, di chi ha raggiunto un traguardo. Lei afferma che gli insegnanti sono essenziali – prosegue Brunelli -. Se sono formati sul tema DSA possono davvero fare la differenza nella vita di uno studente e di quella dell’intero gruppo classe. Martina stessa, infatti, sottolinea quanto sia importante spiegare anche alla classe cos’è la dislessia. Un passaggio fondamentale per chi sta dietro la cattedra. Per questo Martina visita molte scuole per parlare agli insegnanti, agli studenti e ai genitori per raccontare la propria esperienza, favorire un’adeguata informazione sui D.S.A., avvicinare tutti alle differenze, considerate come risorsa e promuovere il diritto all’apprendimento nel rispetto delle peculiarità di ciascuno studente».

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