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Anche i sindaci della zona sud bocciano il super Ato «più potere ai Comuni»

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ORBETELLO – «L’Ato unica dei rifiuti rappresenta la risposta sbagliata ai gravi problemi che sono emersi all’interno dell’Ato Toscana sud». È questa la posizione comune dei sette sindaci e assessori che hanno partecipato alla riunione straordinaria convocata dal Comune di Orbetello. «Il sindaco di Capalbio, assente per altri impegni – fanno sapere i sindaci -, ha comunicato di condividere e fare proprio il testo base di una mozione concordata nella riunione, testo base che, con possibili integrazioni, a livello locale, sarà portato all’esame dei consigli comunali e verrà inviato anche agli altri sindaci dei Comuni che fanno parte dell’Ato».

«Il testo base indica una serie di richieste e di proposte come condizione per nuove linee guida per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti. Oltre a dire non all’Ato unica, le otto amministrazioni comunali precisano che non verrà accettato alcun tipo di aumento dei costi sostenuti per la gestione dei servizi e degli impianti ancorché previsti – affermano i sindaci -. Inoltre chiedono che sia avviata subito una completa verifica della rispondenza delle tariffe rispetto ai servizi assicurato, e comunque di tutti gli oneri a carico dei Comuni, da quando è stata affidata a Sei Toscana la gestione dei servizi. Tale verifica dovrebbe essere effettuata da soggetto terzo indicato dall’assemblea dei sindaci».

«Nel documento poi si chiede che in capo ad Ato Toscana Sud resti “la potestà e la responsabilità riguardo la progettazione e la gestione delle fasi a valle della filiera (trattamento, smaltimento in discarica e recupero/riciclo) comprese le fasi post mortem e le bonifiche dei relativi impianti non c è il potenziamento e la conversione di eventuali impianti ridondanti in nuovi impianti, oggi assenti, per il trattamento di alcune tipologie di rifiuti, nell’ottica di una sostanziale autosufficienza a livello provinciale – come consigliato dal rapporto Anti-trust – e con obbligo di approvazione nell’assemblea dei sindaci”. Se all’Ato dovranno rimanere le attività a valle, quelle a monte della filiera – secondo il documento – e cioè raccolta, trasporto e spazzamento che dovranno essere gestite ed affidate su basi più piccole e il più possibile omogenee. come indicato dal rapporto dell’Autorità per la concorrenza».

«Un’altra importante richiesta riguarda il “peso” dei voti espressi dai singoli Comuni in sede di assemblea. Nel documento si chiede “una maggiore democraticità del sistema di voto e di rappresentanza delle singoli Ambito ottimali, in modo da non avere un sistema che rappresenti eccessivamente un Ambito rispetto ad un altro o un Comune rispetto all’altro”. Infine – conclude – si chiede che i sindaci siano informati delle conclusioni alle quali perverranno l’Anac e l’avvocatura regionale».

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