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Fondazione Cultura, Mori «Voglio essere giudicato su quel che farò. Non farò discriminazioni» foto

GROSSETO – «Voglio essere giudicato sulle forme sulla bellezza sulla valorizzazione del territorio che voglio fare non sulle parole. Non sono qui per fare programmi politici ma essere di supporto alla politica». Il nuovo presidente della Fondazione Grosseto cultura, Francesco Mori, si presenta e mette subito i puntini sulle i. e stoppa le polemiche sorte in merito ad alcune affermazioni fatte sul proprio profilo Facebook prima di ricevere la nomina alla presidenza della Fondazione.

«Se mettessi in atto politiche discriminatorie su persone che hanno gusti sessuali diversi dai miei siete autorizzati ad attaccarmi. Ma fino a che non metto in azione qualcosa del genere nel mio essere presidente penso non ci siano spazi per attaccarmi. Mi spiace che qualcuno sia andato a sbirciare su Facebook creando così un pregiudizio su quella che sarebbe stata la mia azione in Fondazione. Le mie opinioni personali le tengo per me».

Anche il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna sottolinea la bontà della scelta che ha portato alla nomina di Mori. «Su di lui ci sono dei pregiudizi, ed io non tollero i pregiudizi, anzi, invito a Giudicare Mori per quel che farà, in molte cose che lo caratterizzano rivedo me stesso, abbiamo una visione simile della vita. Mi piace il suo approccio scientifico alle cose».

Poi Vivarelli Colonna fa un esempio «Quando fu rifatta la pavimentazione nel centro storico di Grosseto, si fosse avuto un approccio scientifico si sarebbe fatto una lavoro più opportuno magari si sarebbe realizzato in maniera alternativa». «Sono orgoglioso che sia qui con noi – afferma l’assessore alla cultura Luca Agresti – in questa città c’è un sistema culturale da riorganizzare. Quest’anno abbiamo presentato la più bella rassegna teatrale degli ultimi anni».

Poi Mori ha presentato il suo programma: una grande rievocazione storica medievale «che abbia però un alto profilo scientifico con uno studio, una selezione, un disciplinare preciso perché non sia la solita sagra della porchetta con la gente vestita con sacchi di iuta, ma qualcosa di alto con uno studio da parte degli storici e che sia anche istruttiva. Vorrei riportare nella sala consiliare le sculture ottocentesche che si trovavano qui e che furono spostate e disperse per la città quando negli anni 50 crollo il soffitto».

Francesco Mori

Poi Mori va oltre «La fondazione deve offrire un supporto conoscitivo per progettare il centro storico e le zone limitrofe; penso ad esempio ad un tipo piano del colore, o alla pavimentazione che era a lisca di pesce, o ancora alle Mura». Per quanto riguarda la parte economica afferma «La bellezza attira i finanziamenti». Parla poi di discontinuità rispetto al passato ma sul murales davanti al Cassero che tanto duramente aveva contestato dice «non è oggetto di discussione. Non ci saranno azioni di repressione armata. Io leverei il muro fosse per me visto che ha tappato il fossato 500entesco».

Al vaglio tutte le manifestazioni che venivano fatte sotto la passata amministrazione compreso il premio Monicelli «Clarisse arte va ridefinito ma può diventare un polo espositivo». E anche la Città visibile potrebbe cambiare.

Vivarelli Colonna si è detto sicuro che Francesco Mori riuscirà a fare «un grande lavoro. Questi sono incarichi che si accettano per passione, e andrebbero accolti con sentimenti di lode – afferma riferendosi alla città e alla stampa -, non c’è alcuna differenza tra la passione e l’amore di Mori e la passione e l’amore che sembrava avere Chigiotti».

«Chigiotti – afferma Vivarelli Colonna – è rimasto schifato, anche di quanto è uscito sulla stampa della scultura della farfalla, e se ne è andato. Abbiamo imparato dall’errore che è stato commesso, ammesso che di errore si possa parlare, l’ho messo in guardia e credo che riusciremo a fare un grande lavoro. Questi sono incarichi che si fanno per passione e ci si aspetta che da parte della città ci sia un abbraccio. Abbiamo perso una grande occasione è credo di aver trovato in Mori una degna persona è un curriculum di tutto rispetto».

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