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Il Governo chiede all’Europa la tracciabilità in etichetta per grano e pasta per conoscere l’origine delle materie prime

ROMA – «Dopo i prodotti lattiero caseari, ora è la volta della tracciabilità delle materie prime della filiera grano-pasta. Coerentemente con gl’impegni politici assunti dal ministro Martina e dalla commissione Agricoltura, l’etichettatura diventa così un veicolo determinante nella strategia di valorizzazione del made in Italy». È il commento dell’on. Luca Sani, presidente della XIII commissione Agricoltura della Camera, alla decisione del Governo di inviare venerdì prossimo a Bruxelles il decreto che prevede l’introduzione nelle etichette dell’origine della materia prima per la filiera grano-pasta.

«Com’è noto – aggiunge Sani – quella per introdurre nelle etichette dei prodotti alimentari l’origine delle materie prime, è stata una lunga battaglia che in sede europea ha incontrato molte resistenze. La perseveranza dell’azione politica di Governo e Parlamento, però, sta iniziando a dare i suoi frutti, e con i passi avanti fatti sull’origine in etichetta delle materie prime delle filiere lattiero-casearia e cerealicolo-pastaria, si aprono nuove opportunità anche per altre produzioni agroalimentari italiane di qualità. Per il nostro settore primario e per il comparto agroalimentare si tratta di un moltiplicatore di competitività in grado di produrre valore aggiunto».

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