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Sel contro Vivarelli Colonna: «No all’abbandono della raccolta differenziata a Grosseto»

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GROSSETO – «Ci auguriamo che venga chiarita la situazione dal punto di vista giudiziario e che, nel caso le accuse evidenziate in questi giorni dovessero essere confermate, non siano i cittadini a pagare e nemmeno i semplici lavoratori delle aziende ma chi è responsabile di tutto ciò. Ma l’inchiesta Clean City, riguardante ipotesi di illeciti molto gravi compiuti dai vertici della gestione dei rifiuti nella zona sud della Toscana, non deve spostare gli obiettivi di interesse generale che devono perseguire gli amministratori locali». Così parla Marco Sabatini, coordinatore provinciale di Sel.

«Siamo quindi sconcertati dalla scelta populista del Comune di Grosseto di tornare indietro sulla raccolta differenziata per sostituirla con cassonetti stradali a tessera d’accesso, una pratica che oggi viene abbandonata dai comuni emiliani che l’hanno adottata per primi diversi anni fa. Un errore clamoroso che ci porta indietro e che i cittadini pagheranno caro. Come un errore sarebbe quello di accorpare tutto in un mega atone regionale: le esperienze di accorpamento in questa regione in vari settori hanno portato più problemi che benefici e pare incredibile che il presidente della Regione Enrico Rossi non l’abbia ancora capito.
Rispetto a tutto ciò noi crediamo, da anni, che la strada per una buona gestione dei rifiuti nel nostro territorio passi da alcuni obiettivi fondamentali: incrementare la raccolta differenziata (attraverso il porta a porta), ridurre i rifiuti, superare l’incenerimento, riciclare e riutilizzare mettendo in moto un’economia circolare che aumenterebbe i posti di lavoro e contribuirebbe alla crescita economica dei nostri luoghi».

«Questi obiettivi, sui quali i comitati ambientalisti e semplici cittadini da anni svolgono un gran lavoro, abbiamo provato a raggiungerli quando abbiamo avuto la possibilità di amministrare, vedi a Magliano in Toscana con Eva Bonini, e li abbiamo pretesi nel piano interprovinciale dei Rifiuti quando, nel 2014, il consiglio provinciale lo ha adottato. Prima dell’approvazione del Piano, che non ci ha visto protagonisti a causa della folle riforma delle Province, avevamo con forza richiesto con i consiglieri Baldanzi e Bisconti anche una revisione degli accordi pubblico-privato in essere, in particolare quello di Strillaie».

«Nessuna risposta in tal merito e’ arrivata ed oggi dobbiamo registrare per l’ennesima volta, come ha sottolineato anche il consigliere reg.le di Toscana a Sinistra Tommaso Fattori, il fallimento del sistema misto “pubblico-privato” toscano che, è il caso di ricordarlo, non riguarda solo i rifiuti ma anche l’acqua e la sanità».

«E’ evidente che, anche e soprattutto, su questi temi e’ scritto il futuro dei cittadini. E la sinistra faccia tesoro delle buone pratiche così come degli errori commessi per incidere positivamente sulla vita dei cittadini».

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