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Mercoledì da campioni: il Cinigiano che punta alla salvezza ma si avvicina ai playoff

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CINIGIANO – Mezzo secolo di storia con un presente in crescita per il Cinigiano, team militante nel girone G di Seconda categoria. Il gruppo biancoceleste è attualmente a metà classifica con sette avversarie davanti a sé, ma si trova ad un punto dalla zona playoff e a cinque dalla vetta grazie a un ruolino di marcia fatto di cinque risultati utili, dopo un inizio da dimenticare.

“Eravamo partiti male – ha ammesso il tecnico Lorenzo Scheggi, di Paganico, alla sua seconda annata nella società collinare dopo il Ribolla dei record – con tre sconfitte nelle prime quattro gare, ma siamo stati bravi a rimanere uniti ed abbiamo fatto tre pareggi e due vittorie. Adesso siamo vicini ai playoff, anche se il nostro obiettivo è salvarci il prima possibile come la scorsa stagione; se poi a poche giornate dalla fine siamo già salvi e possiamo salire, ci proviamo”. Scheggi promuove la compattezza generale della sua squadra, che subisce poche reti, crea diverse occasioni da gol e con i tre reparti che alla fine si equivalgono.

“La svolta c’è stata con il Santa Fiora – ha continuato l’allenatore – in cui avevamo cambiato modulo di gioco e sono venuti subito dei buoni risultati. Ora giochiamo con un 4-5-1 con due esterni di centrocampo offensivi. Abbiamo Panfi, il nostro attaccante principe, oltre che capitano e cinigianese, che ha già fatto 5 reti ma il merito va suddiviso con tutta la squadra. In cosa potremmo migliorare? Bisogna tenere sempre alte tensione e concentrazione, mai rilassarsi specie ora che le cose vanno bene. Siamo migliorati molto in tanto, ma forse non sfruttiamo bene tutte le occasioni che creiamo anche se per ora va bene così”.

Fra le candidate alla vittoria finale, Scheggi vede Torrenieri e Orbetello, le migliori per organizzazione, ma anche Sorano, La Sorba e Pienza, con cui hanno ottenuto un 1-1 esterno. “Una signora squadra, quadrata – ha detto su quest’ultima – con cui abbiamo fatto un pareggio giusto: non meritavamo di perdere. Abbiamo subito gol a 8′ dalla fine e ottenuto un rigore legittimo al 92′ dopo aver fatto una gara di contenimento e creato occasioni. Mi è piaciuto l’atteggiamento dei miei ragazzi, combattivi fino alla fine. In coppa siamo usciti al secondo turno ma non era un nostro obiettivo, anzi, non avendo una rosa foltissima sin da subito, ci faceva più che altro sprecare energie e uomini”. Ben tre i giocatori fuori combattimento nelle prime nove giornate: i nuovi acquisti Cervetti e Baccetti, entrambi fermi per problemi muscolari, con l’uno che ancora deve debuttare in biancoceleste e l’altro che ha giocato appena due match, e infine Gaudio, fermo da oltre un mese per polmonite.

“Per settimane ho avuto solo quindici ragazzi a disposizione – ha continuato Scheggi – ma non si sono scoraggiati e hanno stretto i denti, qualcuno ha giocato fuori ruolo senza mai lamentarsi e così abbiamo sopperito alle assenze con grinta e sacrificio. Sono degli ottimi ragazzi, alcuni del paese, due da Castel del Piano, uno da Porto Ercole e gli altri da Grosseto. Ci divertiamo e abbiamo una società che ci è vicina e ci tratta coi guanti. Il nostro presidente Massimo Tassi vive per la squadra. E ogni giovedì c’è al campo la cena dei nostri chef Sergio e Marco, due fenomeni che ci regalano serate squisite. La cosa più bella di allenare qui? Questa è una società che sta crescendo sotto tutti i punti di vista, è in salute, fa il passo a seconda della gamba, è puntuale se non in anticipo nei rimborsi spese, ha un campo fra i migliori della provincia come manto erboso. Ed è gente familiare. Abbiamo anche una tifoseria: il paese è piccolo ma siamo seguiti e anche in trasferta non mancano mai quelle 20-25 persone ad applaudirci. Posso dire di aver cercato di portare esprienza e un po’ di più la cultura del risultato dopo tanti anni di Terza ed ho trovato disponibilità da parte di tutti”. Obiettivi modesti, grande impegno, tanta voglia di migliorare. A tal punto che l’allenatore, che si dichiara intrattabile dopo una sconfitta, ha trovato un rimedio finora poco utilizzato ma efficace per evitare cali di concentrazione. “I ragazzi – ha confidato – sanno che, se si va in campo con la testa fra le nuvole e poi arriva un risultato negativo, il martedì successivo c’è la terapia d’urto: correre dieci volte i mille metri. Ogni tanto ci scherzano dicendo di esserci andati vicini. Ma il rapporto fra di noi è bellissimo, fuori dal campo sono uno di loro”.

Questo il Cinigiano 2016-2017: il presidente Massimo Tassi, il vicepresidente Giovanni Ranieri, il segretario Guglielmo Bertini, il direttore generale Fabrizio Fabiani, il responsabile del settore giovanile Fabiola Ranieri, i consiglieri Marco Bartalucci, Stefano Bacci, Graziano Carboni, Domenico Citarella, Alessandro Lucattini, Mauro Petricci, Marcello Sani, Enrico Tiberi, Adam Zalewski.
Questo lo staff tecnico: l’allenatore Lorenzo Scheggi, il preparatore Pietro Corradi, il massaggiatore Graziano Carboni, il medico sociale dott. Domenico Citarella.
Questa la rosa dei giocatori: i portieri Vincenzo Sabatini, Gabriele Montani e Luca Pobega; i difensori Alessandro Begnardi, Luca Baccetti, Giacomo Capuccini, Francesco Cervetti, Enxhi Kaja, Andrea Piccioni, Andrea Pallanti e Mirko Sclano; i centrocampisti Massimo Caruso, David Coppi, Alessandro Emiliani, Alessandro Gaudio, Andrea Mariottini, Giulio Tassi, Luca Valocchia e Alessandro Zanobi; gli attaccanti Cristian Burioni, Ciprian Diaconu, Francesco Fabiani, Emanuele Panfi, Yassine Olizineb e Andrea Tenerini.

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