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Mabro accordo trovato: entro dicembre la firma. 120 le lavoratrici che verranno riassunte fotogallery

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GROSSETO – 80 lavoratrici subito, 120 quando la nuova azienda sarà a regime. Sono questi i lavoratori Mabro che verranno riassunti dal gruppo a maggioranza cinese Mondo Risparmio. L’accordo, a cui il commissario Paolo Coscione sta lavorando da giugno, verrà firmato entro il 16 dicembre. «A giugno – ha raccontato Coscione che ha dato l’annuncio nella sala consiliare del Comune di Grosseto – al Ministero ci era giunta questa offerta e avevamo intrapreso un percorso con Royal Tuscany, proprietaria del capannone. Poi questo capannone non sembrava più disponibile e l’accordo ha rischiato di saltare. Ho dovuto lavorare a lungo per riportarli qui».

Questa di oggi è stata una lunga giornata per le lavoratrici Mabro, partita questa mattina davanti al tribunale di Grosseto dove era in corso l’incontro tra il presidente del tribunale Giulio De Simone, il commissario Coscione, Royal Tuscany, i rappresentanti dell’amministrazione comunale, e il gruppo cinese interessato a subentrare.

Una giornata tesa, e che già da stamani è apparsa densa di aspettative e di promesse. Il nodo è apparso da subito quello della struttura. Il gruppo cinese lo voleva in affitto (si parlava di 100 mila euro all’anno) ma Royal Tuscany sembrava essere più interessata alla vendita (l’immobile è andato all’asta prima per 6 milioni e poi per 4 milioni di euro, ma entrambe le aste erano andate deserte).

Oggi pomeriggio la convocazione nella sala del consiglio per l’annuncio ala presenza del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, e gli assessori Fabrizio Rossi e Riccardo Ginanneschi «Senza il capannone l’accordo sarebbe stato impossibile – prosegue Ginanneschi – per questo l’accordo di oggi è stato fondamentale per il futuro di questa azienda».

«Una virata verso il positivo – commenta il sindaco Vivarelli Colonna -: entro il 16 dicembre dovrebbe venire assegnato l’immobile e presto potrebbe essere presentato un piano industriale. Dopo tante parole dette, ecco la concretezza dei fatti».



L’accordo intanto parla di due anni, 80 le persone che saranno riassunte subito, e 120 quando l’azienda sarà a regime. Questo è il primo punto dolente su cui dovranno lavorare i sindacati, visto che si parlerebbe di oltre 50 esuberi (i dipendenti Mabro erano infatti 178), troppi anche in un ottica di scivoli e pensionamenti.

Un altro punto da chiarire è quello dei contratti. Se saranno nuove assunzioni, con il job act, c’è da capire che fine farà l’anzianità maturata. Imprescindibile, per le Rsu è prima di tutto vedere il piano industriale «Solo così si può valutare se si tratti di un progetto serio» affermano. Oggi pomeriggio i rappresentanti del gruppo sono entrati nel capannone per valutare le condizioni dell’immobile fermo da troppo tempo, nonché dei macchinari su cui sarà necessario un investimento.

«Il gruppo è solido – continua Coscione – abbiamo preso informazione anche da un punto di vista bancario. È un gruppo conosciuto dal Ministero, che lavora anche con stilisti italiani, e con un piano industriale che sta in piedi. Ovviamente è un piano che vorremmo migliorare anche dal punto di vista dell’impiego del personale».

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