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Confagricoltura, «Continuiano a leccarci le ferite per i morsi del lupo. Dov’è la “Carta dell’allevatore”?»

GROSSETO – “Mi piacerebbe conoscere che fine ha fatto la proposta presentata a maggio in audizione alla Commissione regionale attività produttive in cui chiesi la carta dell’allevatore, un contributo economico a capo perduto finanziato con risorse nazionali e una corretta gestione degli ibridi.” Il direttore di Confagricoltura Grosseto, Paolo Rossi, sollecitato dai continui attacchi di predatori che si susseguono a danno degli allevatori maremmani, si interroga sulla sorte toccata alla sua proposta.

“Nonostante le dichiarazioni, i buoni propositi e gli intenti encomiabili – aggiunge – si continua ancora a leccarci le ferite per i morsi del lupo. Come se non bastasse rischieremo anche di non produrre più grano per effetto delle quotazioni di mercato che hanno visto un ribasso ingiustificato e spregiudicato a danno degli agricoltori. Vorrei sapere – affonda – se chi è chiamato ad attuare le politiche economiche nazionali ed europee è davvero in grado di darci una risposta, oppure segnalarci la sua completa incapacità, costringendo gli agricoltori a soccombere, stritolati dal mercato, dalle banche, dalla burocrazia e dalla superficialità. Gli spot di questi giorni e le soluzioni prospettate dal Governo centrale non sono certo in linea con i bisogni delle imprese; è necessaria una vera pianificazione del settore e l’individuazione di una strategia comune e nazionale in grado di difendere il comparto agricolo”.

“Un comparto che sempre di più si lega al sistema dell’agroalimentare, inteso come raccordo di una filiera che parte dalla produzione, giunge alla trasformazione e termina con la distribuzione. In Italia – conclude il direttore di Confagricoltura Grosseto – viviamo costantemente periodi pre elettorali che passano da elezioni governative a discussioni infinite sulla modifica dell’ordinamento costituzionale. Pur convinto che il sistema democratico si basi sui questi sacrosanti principi, occorre più che mai dedicare parte del nostro tempo a tutte quelle problematiche economiche in grado di “riempire la pancia” a tutte le persone che sempre più fanno fatica a far quadrare i propri conti e a migliorare la qualità della loro vita”.

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