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Assemblea nazionale Cia, da Grosseto l’appello: «rimettiamo l’agricoltura al centro della politica»

Sburocratizzazione, semplificazione istituzionale, maggiore peso politico dell’agricoltura sono i temi affrontati dalla Cia nel confronto con i Ministri dell’Agricoltura Martina e del Lavoro Poletti, nel corso dell’Assemblea nazionale di oggi a Roma.

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GROSSETO – “Agricoltura è tempo di cambiare” è il tema dell’assemblea nazionale della Cia, tenutasi questa mattina all’Auditorium della Conciliazione a Roma, a cui hanno preso parte 1700 persone, tra delegati e soci, provenienti da tutta Italia. Una folta delegazione è partita stamani all’alba da Grosseto guidata dal suo Presidente Enrico Rabazzi.  “È stata un’occasione molto importante per il confronto che abbiamo avuto da una parte con il Governo, rappresentato dai Ministri del Lavoro Poletti e dell’Agricoltura Martina e dall’altra con i rappresentanti delle altre categorie, come artigianato e industria”.

“Nel confronto con il Governo – continua Rabazzi – abbiamo affrontato tutte le tematiche più urgenti per l’agricoltura e cioè la necessità di un processo di sburocratizzazione rapido ed incisivo di cui fino ad ora si è parlato tanto ma che non ha avuto risvolti pratici di rilievo e lo studio di soluzioni che permettano all’agricoltura di poter avere una maggiore rappresentanza ed un maggior peso politico in modo da tutelare al meglio un settore di fondamentale importanza per tutta l’economia. Da questo punto di vista abbiamo riscontrato la massima disponibilità da parte del Governo ad ascoltarci e a venire incontro alle nostre richieste. Ne prendiamo atto ma continueremo a vigilare”.

“Uno dei temi specifici che abbiamo affrontato e che sta particolarmente a cuore a noi della Cia – continua Rabazzi – è quello sulla legge di stabilità che sta per essere varata. In particolare chiediamo lo stop agli aumenti previdenziali per gli agricoltori che il Governo Monti aveva introdotto tra l’altro nel momento di massima crisi per l’agricoltura. Ma più in generale quello che chiediamo è un atteggiamento di maggior rispetto per il nostro settore che ancora è considerato troppo marginalmente dalla politica basti pensare a settori come la pastorizia, completamente sconvolta dai predatori con buona pace delle istituzioni o a vicende come quella del prezzo del grano crollato a 15 € nel silenzio generale che testimoniano uno stato direi di umiliazione del nostro settore.”

“Molti hanno ‘festeggiato’ per l’abolizione dell’irpef agricola – conclude Rabazzi – noi pensiamo che ci siano cose più importanti e determinanti per l’agricoltura per questo non finiremo mai di portare avanti le nostre lotte e continueremo a pressare il Governo per restituire all’agricoltura la dignità che in questi ultimi anni le è stata tolta. Perché salvaguardare l’agricoltura vuol dire anche salvaguardare il nostro paesaggio e la nostra salute”.

Molto apprezzato l’intervento, nel corso della tavola rotonda “Agricoltura, mercato, filiera e territorio” del Coordinatore del Gruppo S&D in Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo Paolo De Castro il quale ha sottolineato la necessità da parte dell’Europa di fare dei passi avanti, in tema di agricoltura, verso l’Italia ma anche della necessità dell’Italia di fare dei passi avanti verso l’Europa.

Molto positivo infine anche il confronto con le altre categorie per cominciare a lavorare insieme sulla strada del rinnovamento e affrontare meglio quindi le sfide dei mercati internazionali.

 

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