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Ecosistema urbano: Grosseto sale in classifica. Guadagna 16 posizioni

Grosseto guadagna posizioni rispetto allo scorso anno ma è necessario un cambio di rotta nelle politiche dei rifiuti, della mobilità e della gestione idrica.

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GROSSETO – Risultati positivi per Grosseto nella XXIII edizione di Ecosistema urbano, il rapporto di Legambiente realizzato in collaborazione con l’Istituto di ricerche Ambiente Italia e Il Sole 24 ore in merito alla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani. Dal 45,6% dello scorso anno, il capoluogo maremmano ha registrato una percentuale del 49,96%, guadagnando la 59esima posizione su 104, avanzando dal 75esimo posto della passata edizione. Pisa, invece, è la prima tra le Toscane al 24 posto con una percentuale del 58,38%. L’indagine è basata su 17 parametri divisi nelle seguenti macro-aree: aria, acqua, rifiuti, energie rinnovabili e mobilità.

Nonostante i risultati raggiunti, Grosseto, come del resto molti comuni capoluogo in Italia, sia nell’ambito della raccolta differenziata dei rifiuti che in merito alle scelte legate alla mobilità sostenibile e, più in generale, alla qualità della vita, necessita di una serie di scelte strategiche che registrino un cambio di rotta.

“Il 59esimo posto in classifica – spiega Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente – è un dato abbastanza positivo, se paragonato al risultato dello scorso anno. Ma se guardiamo la classifica in termini assoluti, occorre senza dubbio un cambio di rotta, in particolare, nelle politiche dei rifiuti, della mobilità e della gestione idrica. È fondamentale, quindi, dare seguito ad alcuni segnali positivi e cercare di diminuire le criticità, facendo tesoro dei modelli seguiti dai capoluoghi più virtuosi. È questo il caso della raccolta differenziata, dove, per raggiungere percentuali più elevate come avviene a Verbania (86,16%), Pordenone (85,44%), è necessario estendere il porta a porta e la raccolta differenziata spinta a tutta la città, ottimizzare la filiera della differenziazione e del recupero, favorendo lo sviluppo di economie circolari. A tal proposito, può risultare funzionale una riflessione sulle zone d’ambito che guardi ad aree territoriali omogenee per una riorganizzazione dei servizi più rispondente ai bisogni delle comunità locali e agli interessi dei cittadini. È necessario, inoltre, nell’ambito della mobilità, in cui Grosseto registra un numero troppo elevato di auto per abitante, estendere le aree pedonali e le ZTL, liberando il perimetro delle mura dalle auto e aumentando in maniera significativa le piste ciclabili e le Zone 30. Così come è prioritario intervenire sui consumi idrici e sulla dispersione della rete.”

In linea di massima, quello che emerge dalla XXIII edizione di Ecosistema Urbano è un quadro molto simile a quello dello scorso anno. I dati emersi dal rapporto, infatti, hanno fotografato un sostanziale immobilismo sia in riferimento ai dati dell’anno che del quinquennio precedenti. Al vertice della classifica troviamo capoluoghi al di sotto degli 80 mila abitanti tra cui Macerata, Belluno e Cuneo. Tra le prime dieci anche Trento, Bolzano e Parma. Fanalini di coda Frosinone, Palermo, Siracusa, Caserta e Vibo Valentia.

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