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Etichette alimentari: ecco cosa cambia con l’obbligo dello stabilimento di produzione. I dettagli

Confartigianato: «Era una nostra battaglia, così si tutelano le eccellenze locali»

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GROSSETO – Un altro punto a favore della tutela del consumatore, che potrà così essere informato meglio sul cibo che porta in tavola. E, allo stesso tempo, a favore della valorizzazione delle eccellenze locali, che vedono la Maremma in prima fila.

E’ appena entrata in vigore, infatti, la legge di delegazione europea sulle etichette alimentari, nella quale è stato reintrodotto l’obbligo di indicare lo stabilimento di produzione: obbligo che era stato cancellato nel dicembre 2014 proprio a causa di normative europee. Adesso, comunque, la mancanza è stata colmata.

E si tratta di una vittoria anche di Confartigianato, perché l’associazione di categoria si era battuta con forza mobilitandosi per protestare contro quello che considerava un attacco alla qualità dei  prodotti e al diritto dei consumatori di conoscere l’origine del cibo che servono in tavola. E negli ultimi due anni la battaglia di Confartigianato è stata sostenuta dal Governo: il ministero delle Politiche agricole, in particolare, ha promosso una consultazione pubblica on line e il 96,5% degli italiani ha chiesto proprio che fosse reintrodotto l’obbligo di indicare lo stabilimento di produzione sulle etichette degli alimenti. Finché l’obbligo è diventato legge: l’istanza italiana è stata recepita a livello europeo.

«Finalmente – dice Emiliano Calchetti, funzionario di Confartigianato Imprese Grosseto – siamo sulla strada giusta per ripristinare un importante elemento di chiarezza e trasparenza sulle nostre produzioni alimentari. Eliminare l’indicazione dello stabilimento di produzione significava causare un danno alle eccellenze alimentari e complicava il lavoro delle autorità di controllo nei casi in cui è necessario rintracciare chi ha prodotto gli alimenti.».

Adesso il Governo ha 12 mesi di tempo per attuare la legge delega europea: il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha annunciato che il decreto attuativo è già stato inviato agli altri dicasteri per l’approvazione definitiva. «Canteremo dunque definitivamente vittoria – conclude Emiliano Calchetti – quando potremo leggere in Gazzetta ufficiale il decreto legislativo che impone di citare la sede dello stabilimento di produzione in etichetta dei prodotti alimentari italiani, con l’auspicio che sia  al più presto accompagnato da una riforma organica della normativa sull’informazione al consumatore relativa ai prodotti alimentari, che preveda tra le altre cose anche l’indicazione obbligatoria della provenienza di tutti gli alimenti». Provvedimenti indispensabili.

«L’obbligo di indicare la provenienza degli alimenti – dice Mauro Ciani, segretario generale di Confartigianato Imprese Grosseto – sarà una buona notizia in particolare per la Maremma, visto che potranno tornare ad avere una maggiore tutela le tante eccellenze in campo alimentare che il nostro territorio può vantare. A tutto vantaggio del consumatore e dell’economia locale, sostenuta da tanti produttori di qualità».

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