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Una settimana per combattere il diabete: screening e incontri per scoprire «chi è a rischio»

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GROSSETO – “Occhi aperti sul diabete” è lo slogan scelto quest’anno per la giornata mondiale del diabete, che dal 1991 si celebra ogni 14 novembre. Istituita dall’International Diabetes Federation e dall’OMS, in Italia viene organizzata, dal 2002, dall’associazione “Diabete Italia”, con il supporto di medici e infermieri, diabetologi, dietisti, associazioni di pazienti, volontariato.

L’obiettivo è sensibilizzare i cittadini e informarli correttamente su questa patologia che, in Italia, secondo i dati ISTAT relativi al 2015, interessa il 5,7% della popolazione ed è in continuo aumento.

“Ecco perché è fondamentale la prevenzione per i soggetti che non sono diabetici, ma sono a rischio di diventarlo (chi è parente di primo grado di diabetici, chi ha avuto infarti, chi ha avuto il diabete gestazionale, chi è sovrappeso o obeso, ecc); il buon controllo per chi è diabetico, in modo per prevenire le complicanze croniche, che possono portare alla dialisi, all’amputazione degli arti inferiori, alla morte per infarto o ictus”, spiega la dottoressa Lucia Ricci, responsabile della Rete del diabete della Asl Toscana sud est, dove la percentuale delle persone colpite da questa patologia non si discosta dal dato nazionale.

A Grosseto, durante questa settimana e fino alla metà del mese prossimo, la Diabetologia dell’ospedale Misericordia, in collaborazione con i medici di base aderenti alla Società italiana di medicina generale (SIMG) e con l’Ordine dei farmacisti di Grosseto, ha avviato un programma di screening, focalizzato sul diabete di tipo 2 e rivolto a tutti i cittadini.

Per i prossimi trenta giorni, quindi, i medici di famiglia e le farmacie del territorio provinciale che hanno aderito all’iniziativa, proporranno ai propri pazienti e clienti un questionario, che loro stessi ritireranno una volta compilato, per la successiva elaborazione dei dati.

Le persone che dall’esame del questionario, presentano fattori di rischio o sintomi della malattia già in atto, saranno richiamati direttamente dalla Diabetologia o dal medico, a seconda delle problematiche riscontrate.

L’obiettivo, infatti, è duplice: da una parte fare uno screening delle persone potenzialmente a rischio di diabete, per stili di vita, alimentazione, familiarità e dare loro indicazioni su come prevenire l’insorgenza della patologia; dall’altra è individuare casi di diabete di tipo 2 non ancora diagnosticato, in modo da poter intervenire ed evitare che la patologia si aggravi.

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