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Truffe agli anziani: beccato dopo aver rubato 1500 euro. I consigli dei Carabinieri

GROSSETO – Ad aprile era riuscito a carpire la fiducia di una donna di 70 anni, residente nel comune di Monte Argentario, e a farsi consegnare 1500 euro in contanti con la truffa del finto carabiniere. Il raggiro era avvenuto ad aprile scorso, ma le indagini sono andate avanti sino a ieri quando i carabinieri della compagnia dei carabinieri sono riusciti a dimostrare la colpevolezza di un uomo, residente a Torino, e che già in passato aveva effettuato simili truffe.

Questo è solo l’ultimo caso di truffe agli anziani messe a segno o tentate in maniera sempre più frequente ai danni di anziani. E questo nonostante il costante impegno dell’Arma dei carabinieri che ormai da tempo organizza incontri con gli anziani per spiegare proprio il meccanismo delle truffe.

Solo qualche giorno fa il maresciallo dei carabinieri di Castel del Piano è riuscito a cogliere in flagranza due truffatori un uomo e una giovane di 18 anni, che avevano truffato e derubato una anziana signora non vedente.

«La tecnica – afferma il comandante provinciale colonnello Vincenzo Tedeschi – è quella di prendere l’elenco telefonico è scegliere le utenze telefoniche intestate a donne. A questo punto partono le telefonate». Se qualcuno cade nella rete viene imbastita la storia: ci si spaccia per carabinieri, si racconta la storia del figlio o del nipote, rimasto coinvolto in un incidente senza assicurazione.

«Se viene pagata subito la multa si eviterà il peggio» raccontano i truffatori alle donne spaventate e preoccupate. Se non ci sono soldi spesso ci si accontenta di oro e gioielli e in qualche caso i malviventi hanno anche accompagnato gli anziani al bancomat a ritirare denaro.

In genere l’anziano viene tenuto al telefono sino all’arrivo sotto casa del complice, così che non possa magari contattare figlie parenti per sapere come stanno. Il messaggio dei carabinieri è ovviamente diretto alle fasce più deboli, quegli anziani che vivono soli, ma anche e soprattutto ai figli, ai nipoti, ai vicini, perché li mettano in guardia, perché raccontino loro come avviene la truffa. «I carabinieri non chiamano per chiedere somme di denaro o gioielli». Conclude il comandante: se qualcuno lo fa spacciandosi per un appartenente all’Arma attaccate il telefono e chiedete aiuto.

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