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M5S attacca «A cosa serve GrossetoFiere? A nascondere il vuoto delle politiche di promozione»

GROSSETO – «A cosa serve GrossetoFiere?» a chiederlo è il Movimento 5 Stelle Grosseto che attacca le manifestazioni organizzate dall’ente fieristico. «Sarebbe divertente sapere quanto è costata alla collettività l’iniziativa dello scorso maggio, durata una settimana, tra una cinquantina di “buyers stranieri” e 47 – diconsi quarantasette, dato circolato sulla stampa – non meglio identificati “operatori toscani” del turismo e confrontare il dato con i risultati ottenuti».

«Stiamo parlando di “Buy Tuscany on the road”, un’altra incomprensibile sigla in inglese per nascondere il vuoto siderale che caratterizza le politiche locali di promozione territoriale e presentata viceversa in pompa magna, come grande opportunità per il turismo regionale – prosegue M5S -, con tanto di intervento dell’assessore regionale competente, ormai entrata di prepotenza nel ventaglio di attività di GrossetoFiere».

«Sarebbe interessante sapere anche quali assi di finanziamento europeo vengono destinati a questo genere di iniziative – prosegue la nota -, gelosamente gestite dalla regione e di solito aventi come obiettivo primario la sopravvivenza delle strutture burocratiche coinvolte, in questo caso Toscana Promozione. Nel mondo moderno, si organizzano delle fiere perché si ha qualcosa da vendere e si creano le condizioni migliori perché gli acquirenti potenziali possano comprare».

«Quindi ci domandiamo: quali fatturati sviluppano, per l’economia locale, iniziative come la Mostra Scambio di Auto e Moto d’Epoca a marzo, che riguarda pochi collezionisti, la minuscola AMO ( macchine agricole usate ) a Ottobre, che mette in gioco i pochi rivenditori locali ed un’offerta misera, almeno nelle ultime edizioni; e “Oltre Idea Sposi”, a novembre; quali comparti produttivi locali di abiti da cerimonia o di ricettività nuziale (?) spinge verso il benessere – chiedono i pentastellati -? La Game Fair non fa eccezione: ha successo perché propone accessori da caccia in una terra di cacciatori, ma , allora, perché non organizzare un evento sul turismo venatorio in Maremma?»

«Sarebbe anche utile fare un’indagine sulla ricaduta effettiva di simili iniziative, che costano o sottraggono risorse a tutta la collettività, ma hanno effetti – forse – solo sui fatturati dei pochi soggetti coinvolti – scrivono -. Qui in Maremma operano svariate centinaia di agriturismi e altre attività connesse al turismo che dovranno continuare a contare solo sulle loro forze, mentre il nostro territorio è lambito da flussi turistici rilevanti su Pisa, Firenze, Roma e da Civitavecchia, senza che esista il minimo progetto per almeno provare ad intercettarne anche solo le briciole».

«Il nostro territorio invece, più di altre regioni, ha bisogno di un progetto di promozione integrata che affronti turismo, produzioni agroalimentari e tutela dell’ambiente in modo sinergico e razionale, che è cosa diversa dall’accompagnare 50 persone in gita turistica per una settimana e presentarli agli amici. La domanda iniziale rimane – conclude M5S -: a cosa serve GrossetoFiere?».

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