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Parcheggi per disabili, Frascino «Serve presa in carico collettiva. Non voltiamoci dall’altra parte» fotogallery

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GROSSETO – In merito alla vicenda riportata ieri dal nostro giornale, degli stalli per disabili davanti alle scuola occupati abusivamente da chi disabile non è, interviene oggi Massimiliano Frascino, presidente della Fondazione Il Sole. Riportiamo integralmente la sua lettera.

«Un’infinità di volte. E ogni volta con le stesse scuse: “solo cinque minuti”, “il posto era vuoto”, “abbia pazienza vado via subito”. E non di rado occhiate strafottenti di sfida, espressione di sufficienza per il privilegio ingiustificato di cui godi. Fino all’arroganza del “vai a quel paese”, se t’azzardi a protestare dopo aver aspettato lunghi minuti che il posto auto o lo scivolo si liberassero.

Il campionario dei comportamenti incivili di chi occupa ingiustificatamente gli stalli riservati alle persone con disabilità, è vastissimo. E si arriva tranquillamente anche alla reiterata occupazione dei posti riservati nei pressi delle scuole, com’è successo ieri davanti a quella di via Montebianco. Dove la zia di una ragazzina disabile, esasperata dal ripetersi di questo comportamento, ha aspettato i vigili urbani seduta sul cofano della macchina per impedire all’occupante abusivo di svignarsela.

Di fronte a questi episodi di degrado delle relazioni umane, perché di questo si tratta, non serve né l’indignazione di maniera né il vittimismo colpevolista da parte delle persone disabili. Per quanto abbiano ragione a sentirsi umiliate e quindi ad arrabbiarsi.

È tutto molto semplice. Basta costruire un’alleanza fra persone per bene che condividano una responsabilità: far rispettare le regole della convivenza civile. Per cui, ad esempio, i genitori dei bambini che frequentano una scuola dove ci sono piccoli alunni disabili, vigilano che nessuno occupi gli stalli riservati. Rendendosi parte attiva per prevenire e impedire certi comportamenti, facendo pressione o prendendo manifestatamente le distanze da chi non rispetta le regole. Oppure, ancora, sollecitando i vigili urbani a intervenire anche in assenza della persona disabile.

Il tema di fondo, cioè, non può che essere quello del risveglio del senso civico e di un atteggiamento diffuso all’insegna di un’etica comunitaria, a tutela di beni considerati di natura pubblica e non semplicemente affidati all’interesse a tutelare un diritto soggettivo. Quello che premia in qualche modo chi si comporta con egoismo e cialtroneria, è infatti l’indifferenza sociale e il retropensiero diffuso che ciò che non m’interessa direttamente non mi riguarda.

Questo vale per l’occupazione abusiva degli stalli riservati ai disabili, come per chi non rispetta le regole della raccolta differenziata, per chi non utilizza i portacenere nei parchi pubblici, per chi non paga il biglietto dell’autobus, per chi porta i residui delle ristrutturazioni in discariche abusive, per chi schiamazza e bivacca e per chi è aggressivo verbalmente, o peggio ancora.

Se tutti si girano dall’altra parte, non ci saranno mai abbastanza telecamere, vigili urbani o membri delle forze dell’ordine».

 

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