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Rifiuti, indagine e arresti «Ora Rossi commissari l’Ato e tuteli i Comuni»

GROSSETO – «Sulla questione Ato la Giunta Regionale prenda la decisione forte di Commissariare l’Ato Sud Rifiuti». A chiederla è il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori che prosegue «e faccia una verifica amministrativa a tutela di noi tutte Amministrazioni ricadenti nell’Ato, delle centinaia di lavoratori e aziende coinvolte nella filiera e di tutti I cittadini. Questi Ato, che poi sono carrozzoni,  li ha istituiti  una legge regionale, il direttore chiarisca la sua posizione con la magistratura ma la Regione tuteli i 109  Comuni ed i cittadini di quelle Comunità,ora.   Come Comune di Capalbio  dal 2014 chiediamo una verifica del contratto e della gara.  Facemmo una richiesta anche come zona omogenea sud. Il presidente Rossi oggi alla luce di quanto emerso ci tuteli non lasci cadere nel vuoto ancora una volta questa richiesta».

«Come sindaco non voglio puntare il dito accusatorio verso nessuno, perché sono un garantista: nella spiacevole vicenda dell’arresto del direttore dell’Ato Toscana Sud Andrea Corti attendiamo quindi che la giustizia faccia il suo corso». Afferma il sindaco di Grosseto Anton Francesco Vivarelli Colonna. «La mia amministrazione ha voluto, appena insediata, unificare le deleghe in materia sotto un unico assessorato e ricostituire immediatamente il settore ambiente che era stato smantellato fin dal 2013. Non conosciamo, ad oggi, il motivo che portò alla soppressione di quell’ufficio ma è sicuramente necessario un’attività ricognitiva per approfondire ulteriormente la vicenda. Vogliamo che ci sia chiarezza e trasparenza per ottimizzare il servizio. Stiamo, infine, valutando la possibilità per il Comune di costituirsi parte civile».

E sull’argomento interviene anche il Movimento 5 Stelle regionale «Avevamo ragione noi, tutto scritto nella denuncia pubblica dei nostri gruppi locali datata 2014, e come sempre sono i cittadini ad aver pagato il prezzo più alto di un sistema di gestione fallimentare, pensato dalla Regione e a quanto pare terreno fertile per attività illecite – afferma la nota -. 800 mila cittadini tra Siena, Grosseto e Arezzo pagano una TARI tra le più alte d’Italia benché la raccolta differenziata media sia al 33,56% cioè la metà dell’obiettivo al 2012. ATO Toscana Sud era il primo ambito sperimentale del modello PD di gestione dei rifiuti per macro ATO e questi sono i risultati. Il sistema che Rossi insiste per esportare negli altri due ATO, Centro e Costa, è inefficiente, inefficace e humus di illegalità diffuse. Si fermino» segnalano i consiglieri regionali M5S.

«Basta con i Comuni azionisti del gestore della raccolta, proprietari degli impianti di conferimento e soci del soggetto “terzo” che dovrebbe vigilare: l’ATO. E’ un corto circuito inefficiente, al pari del socio privato, da sempre portatore in Toscana di aumenti del costo del servizio e conflitti di interesse pagati dai cittadini. Sei Toscana è oggi al 26,8% di S.T.A. spa, primo socio privato, che ha quote azionarie anche di chi gestisce gli impianti e fa capo a Banca Etruria. Abbiamo pronta la nostra proposta sull’Economia circolare che, se accettata dal Consiglio Regionale, renderebbe tutto questo solo un passato da dimenticare. Un passato che oggi grazie al PD è presente e vorrebbero anche futuro, sul quale speriamo le Procure continuino comunque ad indagare. Magari quando governeremo noi avremo così gli strumenti per chiedere istituzionalmente, a chi ha provocato questi danni ai cittadini, l’opportuno risarcimento» concludono i Cinque Stelle.

 

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