Il Giunco.net - Notizie in tempo reale, news in Maremma di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Morì in seguito all’aggressione in una strada buia: arrestato l’amico foto

SORANO – Una persona è finita in carcere e un’altra agli arresti domiciliari nell’ambito dell’indagine per la morte di Claudio Carrucoli, l’uomo di 43 anni morto a fine settembre in seguito alle lesioni subite dopo un’aggressione.

Dopo una lunga indagine i carabinieri di Sorano e del Nucleo investigativo di Grosseto, su richiesta della Procura, hanno arrestato, con l’accusa di omicidio preterintenzionale, Luca Matsropietro, mentre la moglie si trova agli arresti domiciliari per false informazioni.

La notte tra il 10 e l’11 di settembre Carrucoli (nella foto sopra), residente a Sorano, aveva subito un’aggressione in una stradina buia. Era stato lui stesso, dal letto di ospedale, a scrivere su Facebook di essere stato aggredito, ma non sapeva da chi. Da lì erano partite le indagini coordinate dal Pm Marco Nassi.

Claudio Carrucoli

«All’esito delle indagini piuttosto difficoltose – afferma il procuratore Raffaella Capasso – sono stati raccolti elementi indiziari molto consistenti a carico di due indiziati in ordine ai reati di omicidio preterintenzionale, e false informazioni al pubblico ministero».

Sempre secondo quanto scrive la Procura «Carrucoli sarebbe stato aggredito violentemente, per futili motivi, dall’amico con cui aveva trascorso la serata. In seguito ai colpi Carrucoli aveva riportato lesioni gravi all’addome che avevano imposto un ricovero a Pitigliano prima e a Grosseto poi, dove era morto il 26 settembre». Praticamente non ci sarebbe stata la volontà di uccidere, ma la morte sarebbe giunta a seguito delle violente lesioni inferte.

La sera dell’aggressione con la vittima e l’aggressore c’era anche una terza persona, che aveva assistito alla parte iniziale dell’aggressione e poi, impaurito, era fuggito. L’accusa per la moglie di Mastropietro riguarda il fatto che abbia tenuto «una serie di comportamenti tesi ad ostacolare le indagini, rendendo false informazioni al Pm e inducendo l’unico testimone dell’aggressione a celare in tutto o in parte la verità sia ai Carabinieri che al PM».

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Il Giunco.net, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.